Programma elettorale del Club U.D.S

iconaconcarabinieriNoi del Club U.D.S. – Uomini e Donne della Sicurezza – associazione maggiormente rappresentativa sul territorio nazionale, vogliamo segnalare ai Parlamentari le reali problematiche che interessano la nostra categoria, per questo ci pregiamo di stilare nostro programma elettorale, il primo nella storia della Repubblica.

Vogliamo che sia data soluzione all’abitudine invalsa presso le varie Amministrazioni che spesso con Circolari interne ostacolano il riconoscimento di diritti stabiliti da leggi dello Stato stravolgendo, a volte, il senso delle stesse; costringendo il personale delle Forze Armate e dell’Ordine a ricorrere ai Tribunali Amministrativi Regionali per tutelare i propri diritti riconosciuti dalle leggi e di conseguenza ad affrontare delle spese non irrilevanti per i vari gradi di giudizio che, nella  stragrande maggioranza dei casi, si chiudono con la sconfitta delle varie Amministrazioni.

Per ovviare a questo inconveniente abbiamo individuato due possibili soluzioni.

a)     per evitare l’instaurarsi di un eccessivo contenzioso, ogni Amministrazione prima di emettere una circolare interpretativa deve essere obbligata a sottoporla al vaglio di un’apposita Commissione che verifichi preliminarmente che la stessa non si ponga in contrasto con norme di legge;

b)    in caso di ricorso al T.A.R. deve essere stabilito il principio che le spese processuali devono essere poste a carico della parte soccombente.

Ad oggi avviene che i Giudici compensano le spese tra le parti con la conseguenza che un dipendente costretto a ricorrere per il riconoscimento di un proprio diritto, in caso di vittoria, deve pagare le spese per la propria difesa. Questo non è giusto!

Altra battaglia da portare avanti riguarda il campo delle Sanzioni Disciplinari.

Infatti se un dipendente sottoposto a sanzione disciplinare, alla fine dei vari gradi di giudizio, viene riconosciuto non responsabile, sarebbe giusto che la pena prevista per quella stessa sanzione ricadesse su colui che erroneamente l’ha rilevato e senza possibilità, per lo stesso, di ulteriore ricorso. Inoltre se colui che ha subito l’ingiusta sanzione ha affrontato delle spese per dimostrare la propria incolpevolezza, dovrebbe aver diritto ad averle risarcite. Questo per una questione di equità e pari diritti tra i vari ruoli, perché bisogna uscire dai soliti schemi obsoleti che non corrispondono più alla realtà dei tempi.

Con questo non vogliamo indebolire l’istituto delle sanzioni disciplinari, anzi, noi per primi siamo convinti che le sanzioni disciplinari devono continuare ad esistere e devono essere uno strumento per reprimere comportamenti non in linea con i compiti istituzionali assegnati e per indurre a mantenere un comportamento di alta professionalità ed alto senso del dovere; in altre parole per rappresentare al meglio il Corpo di appartenenza.

I particolari doveri ed il servizio del personale delle Forze armate configurano uno status del tutto originale e specifico nel contesto giuridico e ordina mentale della pubblica amministrazione implicano il possesso di accentuati requisiti  psico-fisici, ampia e permanente disponibilità al servizio, mobilita d’impiego e di sede.

Tali aspetti hanno notevoli riflessi nella sfera dei diritti soggettivi e della vita privata e sociale delle persone. Il contenuto del presente disegno di legge sancisce il diritto del personale appartenente alle Forze armate, alle Forze di polizia comprese quelle ad ordinamento civile, alla Guardia di finanza nonché al Corpo nazionale dei vigili del fuoco, che ha l’altro coniuge che lavora con contratto a  tempo indeterminato e non ha la possibilità di essere trasferito nella sede di servizio del Personale delle Forze Armate o appartenete alle Forze di Polizia ad ordinamento Militare e civile.

LA NOSTRA FAMIGLIA

La legge 28 luglio 1999 n.266 l’articolo 17, comma 1, prevede che «Il coniuge convivente del personale in servizio permanente delle Forze armate, compresa l’Arma dei carabinieri, del Corpo della Guardia di finanza e delle Forze di polizia ad ordinamento civile e degli ufficiali e sottufficiali piloti di complemento in ferma duo-decennale di cui alla legge 19 maggio 1986, n. 224, nonché del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, trasferiti d’autorità  da una ad altra sede di servizio, che sia impiegato in una delle amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, ha diritto, all’atto del trasferimento o dell’elezione di domicilio nel territorio nazionale, ad essere impiegato presso l’amministrazione di appartenenza o, per comando o distacco, presso altre amministrazioni nella sede di servizio del coniuge o, in mancanza, nella sede più  vicina».  Con le  recenti audizioni dei Capi di Stato maggiore, presso la 4ª Commissione Difesa del Senato, e` emerso che le singole Forze armate e Corpi armati hanno provveduto ad emanare disposizioni interne cercando di tutelare le esigenze familiari, dimostrando attenzione verso la problematica e forte valorizzazione del tema delle famiglie dei militari.

In tale ottica, con l’inserimento in programma elettorale U.D.S. di nuova norma per il ricongiungimento famigliare,  si intende non solo dare concreta attuazione all’istituto del ricongiungimento familiare nei confronti del personale del comparto Difesa e Sicurezza, ma anche superare l’attuale vuoto legislativo stabilendo un diritto soggettivo al ricongiungimento.

Infatti prendendo in esame la legge 29 marzo 2001,n.86 art.2, il ricongiungimento tra coniugi appartenenti alle Forze Armate e di Polizia ad ordinamento militare civile, e stato riconosciuto dando per cui la possibilità di riunire la famiglia, l’intendimento della presente proposta di modifica alla legge citata, e quello di superare un vuoto legislativo dando la possibilità anche a famiglie composte da appartenete al Comparto Difesa e Sicurezza, la dove l’altro coniuge lavori con contratto a tempo indeterminato anche in enti privati, di riunire il proprio nucleo famigliare

“ricongiungimento al coniuge lavoratore”

Art. 1.      (Oggetto)

  1. Le disposizioni della presente legge si applicano al personale delle Forze armate, al personale delle Forze di polizia ad ordinamento militare e civile, al personale del Corpo della Guardia di finanza e a quello del Corpo nazionale dei vigili del fuoco.

Art. 2.     (Ricongiungimento al coniuge lavoratore)

  1. Al personale delle Forze armate, delle Forze di polizia ad ordinamento militare e civile, del Corpo della Guardia di finanza e a quello del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, che ha contratto matrimonio civile, è riconosciuto il diritto, previa presentazione di domanda, di svolgere servizio nella sede più vicina al luogo di residenza della famiglia.
  2. Di prestare servizio nella sede più vicina alla propria residenza e comunque la sede di servizio non potrà essere nella Regione. dalla residenza del dipendente che ne ha fatto richiesta.
  3. il personale di cui al comma 1 art. 2, con figli diversamente abili, riconosciuti tali ex lege 104/92  art. 21, ha precedenza di trasferimento nella sede più vicina alla residenza del nucleo famigliare.

Art. 3     (Criteri per richiedere il ricongiungimento)

  1. può richiedere il ricongiungimento tutto il personale di cui all’art. 1, avendo i seguenti requisiti:

di aver contratto regolare matrimonio civile;

di espletare da almeno 2 anni servizio fuori dalla regione in cui chiede il ricongiungimento e comunque che siano trascorsi almeno 2 anni dall’ultima assegnazione a domanda;

che il coniuge abbia un contratto di lavoro indeterminato da almeno 2  anni, rientrano nei criteri anche i titolari  soci o amministratori di aziende liberi professionisti;

Art. 4.     (Vacanze organiche)

  1. nelle sedi, in cui verranno a crearsi le vacanze organiche, a causa dei trasferimenti per il ricongiungimento familiare, verrà assegnato personale che ne ha fatto richiesta, attingendo dalla graduatoria nazionale per i trasferimenti;
  2. in mancanza di copertura da quanto previsto dal comma 1 dell’art. 4, verrà destinato personale neo assunto dal primo corso utile.
  3. Art. 5.   (Oneri finanziari)
  1. al personale delle Forze armate, al personale delle Forze di polizia ad ordinamento militare e civile, al personale del Corpo della Guardia di finanza e a quello del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, che beneficia della presente legge, non compete il congedo straordinario per trasferimento.
  2. Ai sensi della presente legge, il ricongiungimento non comporta la corresponsione di alcuna indennità di trasferimento. Pertanto, dalla sua applicazione non derivano nuovi o maggiori oneri per il bilancio dello stato.

Trasferimento a tutela dei figli minori di 3 anni, Art. 42 bis del T.U. 151/2001.

 Attualmente le Amministrazioni mutuando i recenti ed uniformi orientamenti del Consiglio di Stato, respingono l’istanza, presentata al fine di assistere il figlio/a minore di tre (3) anni, perché, in buona sostanza, da tali benefici normativi vanno esclusi i particolari dipendenti pubblici individuati nel comma 3 del decreto legislativo 165/2001, che testualmente recita :”… “rimangono disciplinati dai rispettivi ordinamenti: i magistrati ordinari, amministrativi e contabili, gli avvocati e procuratori dello Stato, il personale militare e le Forze di polizia di Stato …”.

La differente disciplina giuridica che presiede i diversi ordinamenti giuridici dei pubblici dipendenti, con particolare riferimento a quella propria delle differenti forze di polizia, non può costituire un criterio di sistematica discriminazione nei confronti di soggetti terzi : i figli minori di anni tre, rispetto ai quali il legislatore ha inteso, con particolare e significativo riguardo, predisporre, nel T.U. citato, tutta una serie di tutele e prerogative di diretta derivazione costituzionale.

Se, come espresso nelle diverse  note e decisioni del Consiglio di Stato, il criterio della particolarità dell’ordinamento di appartenenza deve sempre prevalere, anche sulle riconosciute esigenze del bambino, ci troveremmo di fronte ad una palese ed inconciliabile disparità di trattamento, non già e non solo tra i diversi pubblici dipendenti, ma degli stessi fanciulli che, a seconda dell’attività lavorativa del genitore, potrebbero ricevere, o meno, un trattamento sicuramente più favorevole e confortevole in conseguenza delle cure che la famiglia unita può assicurare.

In altri termini il lasso temporale normativamente previsto per il ricongiungimento familiare ( tre anni) dimostra, in modo inconfutabile, che l’istituto in questione ha come destinatario primario ed esclusivo, non già il dipendente, ma il bambino, attesa l’importanza, nota e riconosciuta, che sullo sviluppo dello stesso esercita, nei primi anni di vita, il clima familiare sereno, protettivo ed accogliente che solo la realtà familiare effettivamente coesistente può assicurare.

E’ evidente allora che, nella presente vicenda, il bilanciamento degli interessi che il sistema normativo impone di sottopone a ponderata valutazione, non riguarda punto l’accertata disomogeneità che le differenti realtà giuridico – professionale dei dipendenti pubblici determinano e, con riferimento ai lavoratori del comparto sicurezza, siccome disciplinate in forma diversa dagli altri lavoratori pubblici, ma, proprio alla luce dei principi costituzionali, è necessario rispondere al quesito che la norma in questione pone e sottintende : la tutela e la protezione, fisico-psichica dei minori, deve essere differenziata in funzione della peculiare attività lavorativa dei genitori.

Il Club U.D.S. ritiene che la cogente necessità di una giusta ed equa valorizzazione e protezione dei diritti di tutti i minori, consente, ma sarebbe esatto dire, impone, preliminarmente e prioritariamente, una interpretazione della citata norma coerente con lo spirito e la lettera del testo unico sopra descritto, per cui la differente professionalità del genitore non può e non deve influire sui diritti fondamentali ed imprescindibili della persona ed a maggior ragione del bambino, così come espressi negli artt. 3, 29, 30, 31 e 37 della Carta.

Norma da inserire nel programma elettorale.

Il dipendente del Comparto Difesa e Sicurezza avanza,  superiormente, istanza onde ottenere i benefici previsti dall’art. 42 bis d.lgs. 26 marzo 2001, n. 151 – T.U. delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità – a favore di genitori di figli minori di anni tre,  devono, gli uffici preposti alla valutazione della richiesta, una volta accertata la veridicità della istanza, dare seguito a distaccare il richiedente nella sede più vicina al luogo di residenza del Figlio/a minore fino al compimento del terzo anno di vita dello stesso/a. I competenti uffici, preposti alla valutazione dell’istanza, non possono avvalersi dell’istituto della carenza di organico della sede di servizio del Dipendente che inoltra la richiesta di distacco temporaneo.  Ai sensi della presente legge, il distacco temporaneo  non comporta la corresponsione di alcuna indennità di trasferimento. Pertanto, dalla sua applicazione non derivano nuovi o maggiori oneri per il bilancio dello stato………………………………

Altro problema che necessita di soluzione è il diritto di essere trasferiti  nella sede più vicina ai figli quando i coniugi si sono separati.
Infatti, in caso di affidamento esclusivo ad uno dei due genitori,  residuale ma non infrequente ( in caso di affido esclusivo un solo soggetto  esercita la potestà genitoriale), lo stesso deve in ogni modo vedersi  garantito il diritto ad un rapporto equilibrato e continuativo con lo  stesso.
Il Tribunale, con la sentenza di divorzio, stabilisce la misura ed il modo  con cui i genitori devono contribuire al mantenimento, all’istruzione ed all’educazione  dei figli, nonché la modalità di esercizio dei loro diritti nei rapporti con
essi.
Detto questo l’U.D.S. chiede che venga riconosciuto il diritto, all’appartenente  al comparto Difesa e Sicurezza, di essere trasferito nella sede più vicina  al luogo di residenza del figlio/a minore, al fine di garantire allo stesso  la presenza costante di entrambi i genitori nella vita quotidiana.
Lo scopo di tale norma è quello di garantire al minore ai sensi dell’art.  155 c.c. il diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con  ciascuno di essi, di ricevere cura, educazione e istruzione da entrambi. I figli, pertanto, devono vedersi garantito il diritto di vedere entrambi i  genitori, anche in caso di affidamento esclusivo, nei giorni indicati dalla  sentenza di separazione, a tal fine U.D.S. inserisce nel proprio programma  elettorale il diritto del figlio ad un rapporto equilibrato e continuativo  con i propri genitori anche nel caso di separazione, divorzio degli stessi e
anche nel caso di separazione delle coppie di fatto.

 

Cari Soci e simpatizzanti dell’U.D.S. questo è solo un inizio, chiediamo a tutti voi di aiutarci a stilare un programma da presentare ai partiti politici, chiedendo agli stessi di firmare un protocollo d’intesa per inserire le nostre richieste nel loro programma elettorale. Sicuri che tra i partiti politici  qualcuno dedicherà un pò del proprio tempo a chi a rischio della propria vita lavora per garantire il rispetto della legge, della sicurezza e del vivere civile nel nostro amato Paese.

Tutti insieme riusciremo sicuramente a segnalare i problemi e ad individuare le soluzioni. Potete inviare le vostre proposte all’indirizzo di posta elettronica: segreteria@clubuds.com  oppure lasciare un commento sotto questo articolo.

 

 

Presidente  U.D.S.

 

 

 

Il CLUB UDS non e’ un partito politico e non da indirizzi di voto ai propri soci e simpatizzanti, il voto elettorale deve essere democratico libero e segreto, l’Associazione si limiterà a portare a conoscenza quale partito o politico prenderà l’impegno, firmando un protocollo d’intesa, a portare avanti il riconoscimento dei nostri diritti, senza chiedere voti politico elettorali.

3 commenti

  1. Giordano Ermes

    Finalmente un programma elettorale a favore delle Forze Armate e dell’ Ordine, mi piace!!!!

  2. Ivan

    Salve, in riferimento al Disegno di legge “ricongiungimento al coniuge lavoratore” vorrei consigliare di aggiungere nei criteri per il ricongiungimento familiare il seguente requisito:> coniuge titolare o socio – amministratore di azienda da almeno 4 anni.Considerando che il diritto dell’unità familiare è uguale per tutti.Grazie e Buon Lavoro.   

  3. Un programma elettorale che a me piace molto, sono sicura che con il ricongiungimento famigliare sareste più sereni e potreste svolgere al meglio il vostro difficile e pericoloso lavoro. La Russa ha combinato un disastro! Forza ragazzi.

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