Frosinone: 7 arresti e 31 indagati per fatture false e riciclaggio di denaro

Imprenditori e legali rappresentanti di società, teste di legno e un commercialista, avevano dato vita a un’organizzazione criminale specializzata nel riciclaggio di proventi illeciti derivanti dalla commissione di reati tributari (emissione di fatture per operazioni inesistenti, omesso versamento delle imposte e dichiarazione fraudolenta), intestazione fittizia di beni, usura ed estorsioni.

A Frosinone la Squadra mobile e la Polizia postale, insieme al Nucleo di Polizia economico-finanziaria e alla Tenenza di Arce della Guardia di finanza, hanno portato a termine l’operazione “Waterfall”.

L’indagine si è conclusa questa mattina con l’arresto di sette persone (una in carcere e sei ai domiciliari), l’esecuzione di 25 misure interdittive (divieto di ricoprire uffici direttivi delle persone giuridiche per 12 mesi), e il sequestro preventivo di beni per un valore complessivo di oltre un milione e mezzo di euro, appartenenti ai 31 indagati coinvolti nell’indagine. Nell’ambito dell’operazione, eseguita nelle province di Frosinone, Pescara, Campobasso e Benevento, gli agenti hanno svolto anche decine di perquisizioni.

L’attività investigativa trae origine da una serie di segnalazioni fatte dall’Ufficio antiriciclaggio di Poste Italiane, sulle quali la Squadra mobile e la Polizia postale hanno iniziato ad indagare, in collaborazione con la Guardia di finanza che ha curato la parte tributaria.

In particolare gli investigatori si sono concentrati sull’analisi dei flussi di denaro confluiti su due conti correnti postali che, nell’arco di dieci mesi, hanno avuto una movimentazione di circa due milioni di euro, grazie a numerosi bonifici effettuati da società dislocate su tutto il territorio nazionale.

Utilizzando alcune società “cartiere”, creavano fatture false che servivano per giustificare le ingenti movimentazioni di denaro e abbattere gli utili, e di conseguenza la base imponibile soggetta a tassazione.

Le somme di denaro che “sparivano” grazie a questo stratagemma, venivano prelevate in contanti presso alcuni uffici postali delle province di Frosinone e Roma, per poi rientrare nella disponibilità dei promotori del sodalizio attraverso appositi corrieri.

Sergio Foffo

28.10.2019

www.poliziadistato.it

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