Situazione collassale della Struttura Circondariale di Sciacca

Al Signor Provveditore

Dr.ssa Cinzia CALANDRINO

PALERMO

Il CLUB UDS – Uomini e Donne della Sicurezza – Associazione maggiormente rappresentativa per le Forze di Polizia e Armate, con la presente vuole rappresentare alla S.V.Ill.ma,  le criticità che i soci UDS della Casa Circondariale di Sciacca ci hanno fatto pervenire.

L’Istituto Saccense, come altre realtà, vive una drammatica emergenza di carenza di personale, che costringe gli stessi ad essere impiegati in turni di servizio che vanno oltre ogni logica operativa del contratto di lavoro. 

Per garantire la sicurezza intramuraria i turni di lavoro sono organizzati su tre quadranti, organizzazione che non compensa la copertura di tutti i posti di servizio, infatti soavemente si è costretti a fare rientrare i Poliziotti,  sia dal Riposo Programmato che dallo Smontante, in quest’ultimo caso impiegandolo anche nel turno di mattina,  il tutto per garantire i livelli minimi di sorveglianza e sicurezza della struttura.

I continui allertamenti obbligano le strutture penitenziarie ad un maggiore controllo dei punti nevralgici da dove si potrebbero verificare tentativi di evasione, Sciacca oggi riesce a garantire un attenta vigilanza e controllo solo grazie alla grande disponibilità che ogni giorno viene data dal Personale.

Dal punto di vista strutturale non si può certo negare l’evidenza, infatti la struttura necessiterebbe di urgenti interventi edilizi, in tal senso bisogno dare atto che il Provveditorato della Sicilia si è già attivato inviando un tecnico per effettuare dei sopralluoghi e predisporre un piano di intervento mirato a migliorare le condizioni generali di tutto l’edificio.

Quello che risalta maggiormente è tutto una serie di problematiche strutturali che se presi in considerazioni per tempo non sarebbero sfociati in interventi ben più esosi per le casse dell’Amministrazione.

Un esempio su tutti è la Caldaia che permette l’erogazione dell’acqua calda per la popolazione detenuta, in tal senso, sembrerebbe che il Provveditorato della Sicilia tempo addietro avrebbe destinato una cospicua somma per la realizzazione e l’acquisto di una centrale termica di potenza necessaria a soddisfare il fabbisogno che la struttura stessa richiede, prevedendo anche la progettualizzazione dell’impianto di riscaldamento ad oggi inesistente.

Senza comprenderne il motivo e le dinamiche, i fondi destinati non sono stati usati con la conseguenza che il Provveditorato li ha ritirati, non senza prima aver inviato molteplici inviti all’Ufficio competente ai  fini predisporre gli atti per indire le varie gare di appalto necessarie per la realizzazione del progetto stesso.

Infatti ad oggi la struttura è alimentata da caldaie ad uso civile abitazione che non avendo le caratteristiche di sopperire ad un carico di lavoro cosi imponente, sono soggette a costosi interventi e sostituzioni delle stesse, che mettono in crisi la popolazione detenuta i quali a volte rimangono senza acqua calda anche per lunghi periodi.

E’ risaputo che la manutenzione delle strutture penitenziarie viene affidata per lo più ai detenuti, questo anche per diminuire i costi d’interventi che se effettuati da ditte esterne aumentano i costi in maniera esponenziale.

In tal senso la struttura di Sciacca, sembra sia destinataria da protocollo del Provveditorato, di n°27 detenuti lavoranti mensili, che a causa dei tagli del monte ore lavorativo, almeno così sembrerebbe, ad oggi sono poco più di n°10 i detenuti destinati al lavoro mensile, con un ammanco di circa 17 figure che vengono meno all’attività di manutenzione e pulizia di tutto l’Istituto Penitenziario.

Nel corrente anno l’ammontare delle somme destinate ai lavoranti è stata suddivisa in due trance, nel primo semestre sono stati stanziati €.50.000,00(cinquantamila), mentre nel secondo              €. 40.000,00(quarantamila), situazione che stà obbligando la Direzione ad effettuare ulteriori tagli al monte ore creando non poche difficoltà al mantenimento della struttura stessa.

Ovvio che la scrivente Associazione non avendo competenza in area amministrativo-contabile, non può certo determinare il monte ore che ne diviene dal totale stanziato pari a                     € 90.000,00 (novantamila) annue, anche perché ciò richiederebbe un conteggio preciso delle ore utilizzate nel primo semestre, controllando eventuali residui da integrare eventualmente con il monte ore del secondo semestre, evitando così di arrivare a ridosso del mese di Novembre                          ( pratica che và di moda nella struttura saccense) per realizzare che ci sono ore accantonate che bisogna urgentemente smaltire, ridistribuendoli tra le varie figure dei lavoranti.

Questo situazione determina che se la M.O.F. necessità di un lavorante in più per intervenire, durante l’anno, in una camera detentiva a liberare uno scarico intasato o cambiare una condotta logorata, non avendo lavoranti a disposizione l’unica soluzione adoperabile è quella di chiudere tale camera è aspettare il fine anno per intervenire e ripristinarne l’uso.

Tale Modus Operandi da parte di qualche impiegato del Comparto Ministeri, poco attento alle reali esigenze che l’Istituto saccense richiede, ne determina uno stato di emergenza continua che viene quasi sempre rattoppata con interventi non risoluti.

Basta pensare che all’interno del Penitenziario è stato rilevato che le condutture del gas, nelle locale Cucina Detenuti, sono obsoleti e rappresentano un serio pericolo sia per i detenuti che per il personale di Polizia Penitenziaria che adempie ai propri compiti Istituzionali. Il tutto fatto emergere con relazione di servizio alla quale l’Autorità Dirigente dell’Istituto si è attivata immediatamente richiedendone urgente intervento e manutenzione per riportare il locale in sicurezza. Urgenza che qualcuno non ha ritenuto fosse tale, in quanto a distanza di circa un mese nessun intervento è stato fatto, forse si aspetta l’evento critico al quale purtroppo avvolte non si può porre rimedio.

Pregiatissimo Provveditore

Oltre che AugurLe  un Buon Lavoro e a darLe La Benvenuta in Sicilia, Le si chiede un Suo Autorevole intervento, presso la struttura saccense, alfine di verificare eventuali responsabilità che hanno portato la Casa Circondariale di Sciacca ad uno stato, strutturalmente parlando, di collasso.   

 Giova rappresentarLe, che se pur in presenza delle deficienze sopra esposte, grazie alla fattiva collaborazione del personale del Corpo di Polizia Penitenziaria operante nella struttura, viene garantita agli utenti quanto previsto dal Legislatore in ossequio alle vigenti disposizioni impartire dai Superiori Uffici attivando un processo di organizzazione del lavoro al fine di garantire l’espiazione della pena nel rispetto del trattamento, rieducazione e dignità dei detenuti.

Ecc.mo Provveditore,

basterebbe attivare un processo che attraverso il lavoro dei ristretti , contenendo le spese a carico dell’Amministrazione, porterebbe a nuovo vigore l’intera struttura saccense.

Si coglie l’occasione per Porgere Distinti Saluti, rimanendo a disposizione per un eventuale incontro che si auspica possa ridare e riportare la Casa Circondariale di Sciacca ai fasti di una volta.

Siculiana, 05.09.2019

                                                                                                                        F.to    Il Presidente UDS

                                                                                                                               D.G. Filippone

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