“Intervista” con Almirante: “Berlusconi rispetti quella destra che lo ha aiutato…”

Sull’I-phone una videochiamata. Lo sfondo è celeste. E lui sta ovviamente a destra. E’ Giorgio Almirante che chiama. “Direttore, disturbo?”. (Ecco che direbbe a Berlusconi. E quello che penserebbe della politica di oggi).
Ma scherza, Segretario. Oggi sono 31 anni che ci ha lasciato ed è così bello tornare ad ascoltare la sua voce.
“Grazie, vi seguo anche da qui, quel giornale l’ho diretto, e mi ricordate sempre con tanto affetto”.

“Donna Assunta vi vuole bene”

Merito anche di donna Assunta, che da una vita ricorda il suo esempio agli italiani.
“Vero, ogni tanto vi assesta qualche scappellotto, ma se non ci fosse voi quella strada oggi chi la seguirebbe? La mia famiglia vi vuole bene. E anche Pino Romualdi che sta da allora qui con me”.
Che cosa possiamo fare? A che è dovuta la sua telefonata?
“E’ che mi danno fastidio questi attacchi di Berlusconi alla destra. L’ho conosciuto tanti anni fa, e lo aiutammo in Parlamento. L’ingrato rischia di essere proprio Berlusconi. A me Giorgia Meloni appare coerente con una storia, la nostra. Sognavamo l’Europa dei popolo, non quella delle banche. E lui tira fuori questo Draghi”.
Mentre si vota per le europee…
“Ricordate? La destra o è coraggio o non è, è libertà o non è, è nazione o non è, così vi dico adesso, la destra o è Europa o non è. E vi dico qualcosa di più: l’Europa o va a destra o non si fa“, vorrei scriverlo proprio a Berlusconi.
Occhio, che poi dicono che benedice Salvini…
“Ma no…. è che non dimentico quello che ho detto. Quando vedi la tua verità fiorire sulle labbra del tuo nemico, devi gioire, perché questo è il segno della vittoria.
E invece chi è amico?
“Mi sembra evidente: Giorgia”.

Ricostruire la destra

Perché?
“Per il lavoro immane che sta facendo per ricostruire la destra in Italia e non era facile, prima la “concorrenza” di Berlusconi, poi quella di Salvini. Ma anche qui è la nostra tradizione che parla. Noi siamo caduti e ci siamo rialzati parecchie volte. E se l’avversario irride alle nostre cadute, noi confidiamo nella nostra capacità di risollevarci. In altri tempi ci risollevammo per noi stessi, da qualche tempo ci siamo risollevati per voi, giovani, per salutarvi in piedi nel momento del commiato, per trasmettervi la staffetta prima che ci cada di mano, come ad altri cadde nel momento in cui si accingeva a trasmetterla. Accogliete dunque, giovani, questo mio commiato come un ideale passaggio di consegne. E se volete un motto che vi ispiri e vi rafforzi, ricordate: Vivi come se tu dovessi morire subito. Pensa come se tu non dovessi morire mai.
Purtroppo oggi a quei giovani offrono la droga e non fa più notizia…
“Lo vedo, ahimè, ed è incredibile. Lo dissi a Roma, un anno prima di salire in Paradiso, era un comizio. I grandi spacciatori di droga, che sono i nemici principali della nostra gioventù, devono essere impiccati agli alberi delle nostre città. Perché meritano non soltanto la pena di morte, ma meritano la pubblica esecrazione, e la condanna deve essere talmente vistosa da togliere a chichessia la voglia di spacciare droga in grandi quantità“.
Ma chi governa non ne parla più. Non c’è Almirante, ci sono i Cinquestelle. Povera Italia. Noi non dimentichiamo.

 di Francesco Storace

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