Corte dei Conti – diniego distacchi

Pregiatissima Corte dei Conti,

Il CLUBUDS-Uomini e Donne della Sicurezza- associazione che se posta l’obiettivo di portare a conoscenza i centri Legiferanti dei reali problemi che si affrontano nel processare sicurezza a tutti i cittadini dello Stato, con la presente avanza richiesta di verifica circa, a modesto parere, l’agire scorretto da parte degli uffici competenti rappresentanti le Forze Armate e dell’Ordine, infatti, il continuo diniego di richieste avanzate dal Personale in servizio, porta ad attivare funzioni che arrecano danno al bilancio economico dello Stato.

Da anni rappresentiamo il metodo usato dalle varie amministrazioni nel dare dinieghi a richieste formulate in senno a delle norme vigenti, dinieghi che puntano a scoraggiare i colleghi che prima di intraprendere la strada processuale con tutte le spese da sostenere ci devono pensare bene. Questo fortunatamente non attiva dei processi di rinuncia in toto, portando in tanti a decidere di intraprendere il percorso per vedersi riconoscere il diritto dettato da una legge approvato dallo Stato Italiano.

Da anni, ormai, attraverso note, cerchiamo di far comprendere ai competenti uffici che è prassi consolidata per i ricorrenti vedersi riconoscere quanto richiesto con formale istanza.

Infatti, il buon 80% dei TAR, ha sempre sentenziato a favore del ricorrente, che sfortunatamente si vede pure obbligato ad affrontare il 50% delle spese per il ricorso, mentre la rimanente parte ricade sullo Stato, cioè i contribuenti.

Un esempio su tutti e il mancato riconoscimento dell’applicazione della Legge 151 del 2001 art. 42 bis, il quale da la possibilità di richiedere il distacco presso il luogo di residenza della famiglia, sempreché il coniuge lavori, per stare vicino al figlio/a nei primi tra anni di vita dello stesso, in tal senso tanti Tribunali hanno ribadito che tale diritto non deve essere riconosciuto come beneficio nei confronti del dipendente ma bensì come un sacrosanto diritto del minore di essere accudito nei primi anni di vita da entrambi i genitori. Questo solo uno dei tanti esempi di dinieghi che hanno un unico comune principio, quello della formula di risposta usata ” nonostante il buon intendimento di codesto superiore ufficio l’istanza non può essere accolta perché la carenza di personale e l’incarico svolto dal richiedente non può trovare alternativa di sostituzione, istanza che se autorizzata si ripercuoterebbe anche sull’organizzazione dell’ufficio cedente”.

Orbene, quello che vi si chiede è di effettuare un’indagine circa il modus operandi, per appurare se questo comportamento porta ad uno spreco di denaro pubblico ed eventualmente richiamare l’attenzione degli uffici competenti affinché si eviti di attivare processi che vanno contro un beneficio riconosciuto da una Legge, creando oltre che un disservizio per il cittadino anche un eventuale danno per l’erario dello Stato.

Rimanendo in attesa di cortese riscontro si inviano cordiali saluti.

Presidente UDS D. G. Filippone

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