Le tante aspettative sono finite

Lettera aperta al Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede e al Sottosegretario della Giustizia Jacopo Morrone .

Pregiatissimo Ministro e Sottosegretario,

Con enorme rammarico da parte dei soci e simpatizzanti UDS, APPRENDIAMO che la linea guida attuata per i Neo Vice Ispettori è quella del rientro in sede anche in soprannumero. Orbene se questa è la vostra volontà decisionale ne prendiamo atto e c’è ne facciamo una ragione. Peccato che in questo processo non rientrano le aspettative che tantissime familie, che confidavano in una politica del cambiamento la quale si sperava si avvicinasse di più alle esigenze sia dei vincitori del concorso che di una giustizia riparatrice circa la lungaggine che ha origine nel lontano 2008 e termina , per VOI, ma non per i partecipanti, forse la settimana prossima, in quanto da una velocissima consultazione in tanti opporranno ricorso per tutta una serie di diritti negati.

Primo tra tutti, solo per citarne uno, l’ingiustizia di vedersi superare, per il trasferimento nella sede ambita, da Ispettori con quattro-cinque anni di servizio, questo grazie all’inerzia dell’amministrazione e non certo per volontà dei vincitori, che oggi potevano essere loro i privilegiati ad essere trasferiti nella sede di proprio piacimento.

I metodi usati, sembrerebbero, essere figli di una politica di prima Repubblica, ortodossa e molto lontana dal cambiamento tanto sbandierato, le tante familie che speravano in un vostro ravvedimento, stasera piangono lacrime amare, essere noi, dell’UDS, le valvole di sfogo per la rabbia il dispiacere di tanti nuclei familiari è , rammaricante, non trovare delle parole di conforto per i tanti coniugi e figli dei neo Ispettori, tra l’altro una piccola minoranza di essi, in alcuni casi anche con problemi gravi e riconosciuti da enti preposti, ci fa stringere il cuore in una morsa di dolore che possiamo comprendere solo noi che questi processi li viviamo da anni, questioni poco conosciute da chi grazie al potere di una poltrona si prende il privilegio di decidere per condannare chi realmente ha necessità di essere ascoltato e preso in considerazione.

L’adottare questi metodi scontristici portano solo ad aumentare le difficoltà oggettive e personali che ogni consociato porta dentro, destabilizzare ulteriormente lo stato psicologico, sia personale che dei membri della familie, non dovrebbe essere un atteggiamento da adottare. Le tante lacrime, che stasera sono state versate, le emozioni che questi nostri fratelli e sorelle ci hanno trasmesso sono vero motivo di rabbia nei confronti di chi ha negato il diritto di vivere un concorso nei tempi e metodi che uno Stato Democratico, come il nostro, ha l’obbligo di rispettare. Si prende veramente atto che il benessere del personale è argomento poco conosciuto e che poco interessa agli attuali vertici sia Politici che Dirigenziali, processare una risoluzione, che avrebbe veramente evitato rabbia e dolore, sarebbe stata recepita come un momento di vicinanza a chi pregava e sperava in Voi, manifestando un segno di amore e pacificazione per questi pochi che ambivano a cambiare sede, aspettativa che tra l’altro doveva ben essere riconosciuta dopo la lungaggine di un concorso che ha l’onere di avere il primato, nella storia della Repubblica, per la sua durata.

Un solo rammarico abbiamo, non potervi trasmettere con lo scritto, le sensazioni che ci sono state trasmesse dai tanti neo Ispettori e dai loro cari, coniugi e figli, durante le tante telefonate di sfogo che abbiamo ricevuto, queste emozioni li facciamo nostre e li sigilliamo nel cuore affinché siano sempre presenti durante il percorso della nostra vita, emozioni e sentimenti che dovrebbero avere anche coloro che mettendo una firma e decidono per le sorti di tanti, che oggi potevano tranquillamente gioire se il concorso fosse stato processato nei tempi ragionevoli, gli stessi si devono assumere la responsabilità e il dolore che i nostri amici ci trasmettono, non per responsabilità istituzionale ma per riconoscimento di un diritto acquisito per la tanta pazienza dimostrata nel sapere aspettare 11 anni per vedersi riconosciuti un grado tanto aspettato.

Noi oggi ci siamo assunti la responsabilità di vigilare affinché tutti i termini, seppur non condivisi, processati tra Voi e OO SS, siano rispettati, quando si indica il rientro in sede d’appartenenza si parla della sede di servizio e non quella di distacco, augurandosi, anche se in parte ne siamo convinti, che tutti facciano rientro nella propria sede DAP O PRAP che sia, solo una volta raggiunta la sede, in quanto allo stato attuale non tutti sono rientrati nel proprio ufficio d’appartenenza, avvalendosi della circostanza di rientrare nella sede che ha rilasciato il foglio di marcia per tutti i tirocini e per l’attuale periodo di affiancamento, assicurandosi che gli stessi non siano distaccati, senza giusto motivo, a ridosso di qualche piccolo momento di rientro in sede di appartenenza.

Carissimi, non vi vogliamo inviare cordiali saluti, sarebbe oltraggioso e irrispettoso per chi stasera ha chiamato Noi, ma un augurio permetteteci di farlo, speriamo di vero cuore che un domani,Voi, non siete destinatari di tanto dolore e rabbia e che il percorso della vostra vita non vi metta davanti a bivi che vi portano a destabilizzarvi la mente e vi oscurano la lucidità, seppur per un tempo limitatissimo.

                                                                                                                                       CLUB UDS

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