Tentato omicidio e rapina aggravata, un arresto

Comando Provinciale di Forlì – Forlì (FC), 02/04/2019 18:29
Nella serata di ieri giungeva al numero di emergenza 112 una richiesta di intervento da parte di un cittadino forlivese che segnalava una animata lite in strada da parte di due stranieri nei pressi dei Musei San Domenico. Sul posto venivano inviate immediatamente le pattuglie del Nucleo Operativo e Radiomobile, impegnate nei servizi di prevenzione e repressione di reati nel territorio forlivese. 
I primi militari giunti sul posto, constatavano la presenza di un cittadino senegalese ventiquattrenne, che presentava una vistosa ferita da taglio all’altezza del collo sanguinante che veniva soccorso dai sanitari del 118 intervenuti, mentre l’autore dell’aggressione si era già dileguato facendo perdere le proprie tracce.
Nel corso del sopralluogo tecnico eseguito sul luogo dell’evento, venivano repertate evidenti tracce ematiche conseguenti all’aggressione, nonché dei frammenti di una bottiglia in vetro utilizzata nel corso dell’aggressione.
Le immediate indagini condotte sulla base degli elementi raccolti nel primo intervento, consentivano di identificare il malfattore in un giovane senegalese regolare nel territorio dello stato. L’aggressione era maturata per un presunto debito di € 100 circa che la persona offesa aveva contratto con il connazionale. La sera dei fatti i due si erano incontrati nei pressi dei Musei di San Domenico e, il rifiuto di consegnare il denaro da parte della persona offesa, scatenava l’ira dell’aggressore che, dopo aver preso una bottiglia in vetro, frantumandola, e mantenendo in mano il solo collo della bottiglia, aggrediva il connazionale che veniva colpito al collo con un colpo inferto dal basso verso l’alto, e che solo grazie alla pronta reazione della vittima, che indietreggiava, evitava così che il fendente potesse attingere in maniera più profonda parti vitali del collo (CAROTIDE – GIUGULARE),
Il ferito veniva trasportato presso il pronto soccorso dell’Ospedale Civile Morgagni Pierantoni, ove veniva medicato con prognosi di gg. 12 s.c..
Le ricerche incessanti ed ininterrotte da parte del personale del Nucleo Operativo e Radiomobile consentivano, a distanza di circa un’ora, di rintracciare l’aggressore, che sottoposto a perquisizione personale, permetteva di rinvenire il telefono cellulare asportato alla vittima, nonché repertare sui propri indumenti le tracce del reato consistenti in vistose macchie ematiche.
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