Manifestazione di disponibilità Minori

Al Signor Capo del Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità

Presidente Gemma Tuccillo

 

Al Signor Direttore generale del personale e delle risorse e per l’attuazione dei provvedimenti del giudice minorile

Consigliere Vincenzo Starita

 

E, p.c.

 

Al Signor sottosegretario di Stato alla Giustizia

On. Avv. Jacopo Morrone

 

               Al Signor Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria

Presidente Francesco Basentini

 

     Al Signor Direttore generale della Direzione generale del personale e delle risorse

Dott. Pietro Buffa

 

Il Club U.D.S. associazione maggiormente rappresentativa per gli appartenenti a alle Forze Armate e dell’Ordine vuole rappresentarvi quanto emerso dal parte dei soci che sono vincitori del concorso appena concluso per Vice Ispettore del Corpo della Polizia Penitenziaria.

Il 20 u.s. è terminato il 6° corso di formazione per Vice Ispettori della Polizia Penitenziaria. Una data attesa da molti corsisti che porta con sé il tema controverso delle assegnazioni che vede solo 47 su 971 colleghi del DGMC (Dipartimento Giustizia Minorile e di Comunità) destinati in una sede diversa rispetto a quella di provenienza.

         A riguardo va detto che il bando di concorso prevede all’ art. 14, co. 7: “Il personale nominato vice ispettore del ruolo maschile e femminile del Corpo di Polizia penitenziaria sarà confermato nella sede di appartenenza compatibilmente alla dotazione organica.” ”.

Il Dipartimento nel dare esecuzione al bando ha inteso, quindi, disciplinare le assegnazioni confermando l’assegnazione nella sede di provenienza per il solo personale operante nelle strutture per adulti, non tenendo conto che lo stesso criterio avrebbe dovuto essere fatto valere ed applicato anche per il personale del Corpo proveniente dagli istituti minorili.

Cosi facendo ha riservato un trattamento differenziato in mala partem e deteriore solo ed esclusivamente per il personale del Corpo in servizio presso le sedi del DGMC. Non si ritiene, infatti, né equo né tecnicamente corretto non restitutire alle sedi originarie di appartenenza 47 tra donne e uomini dalla già notevole esperienza sul campo e formativa nell’ambito delle sedi minorili, a fronte di oltre 900 colleghi del Dap che ritorneranno nelle sedi di appartenenza. I predetti colleghi del DGMC si ritengono profondamente penalizzati dalla mancanza del senso di equità con cui è stata affrontata la problematica delle assegnazioni.

Corre l’obbligo di evidenziare che detto personale per poter continuare a svolgere servizio presso le strutture minorili, a partire dall’anno 2010, ha dovuto obbligatoriamente partecipare al corso di formazione per il conseguimento della “ Specializzazione nel trattamento dei detenuti minorenni”- istituito con D.M del 09.10.2009 – pena l’invio dello stesso presso il DAP per svolgere servizio presso le strutture per adulti.

D’altro canto, Il Dipartimento Amministrazione Penitenziaria applicando il principio della precedenza assoluta nella conferma della sede di provenienza, anche in sovrannumero, per il personale DAP non ha tenuto conto del criterio delle posizioni nella graduatoria finale dei perdenti sede. Criterio dell’assegnazione delle sedi secondo l’ordine di graduatoria, consacrato anche nell’art. 28 comma 1, D.P.R. 9 maggio 1994, n.487, assurge al rango di principio normativo generalmente valido anche nei casi di procedure di selezione comparative.Tutto ciò ha determinato delle situazioni aberranti per le quali colleghi che si sono collocati nella graduatoria del concorso in una posizione più alta rispetto ad altri, non si sono visto garantito il diritto di priorità nella scelta della sede, con conseguente destinazione a sede per adulti.

E’ evidente che quanto sancito dalla giustizia amministrativa in casi analoghi chiama l’Amministrazione ad una riflessione immediata sui controversi criteri adottati, che ha come unica soluzione l’assegnazione nella sede di provenienza di tutti i vincitori del concorso, compresi il personale di polizia penitenziaria in forza alle sedi minorili.

Infatti in sede di assegnazione delle sedi ai vincitori di concorso la P.A., ex plurimis CdS – sez. IV, sentenza 18.10.2011, n. 5611 – non ha il potere di prescindere dalla posizione ottenuta in graduatoria dai singoli e di derogare alle regole del bando di concorso che è lex specialis, quindi di stretta applicazione, e che nel caso di specie stabiliva all’art. 14, co. 7: “Il personale nominato vice ispettore del ruolo maschile e femminile del Corpo di Polizia penitenziaria sarà confermato nella sede di appartenenza compatibilmente alla dotazione organica”.

         La P.A. non ha alcun potere discrezionale di “gestione”, in quanto il procedimento concorsuale è rigidamente regolato dal bando. Deve dunque escludersi che – per autonoma iniziativa – l’amministrazione possa legittimamente derogare alla tassatività dell’ordine di graduatoria o modificare ad libitum i criteri di assegnazione – procedendo all’allargamento delle dotazioni organiche esclusivamente per le sedi adulte – che sono, si ribadisce, previsti per tutti dal citato art. 14, co, 7, del bando di concorso. Ne consegue, marcatamente manifesta, la grave e deteriore discriminazione di cui è stata vittima in sede di assegnazione il personale in servizio presso le sedi della giustizia minorile

In conclusione, tenendo conto che in tanti nel corso degli anni hanno rinunciato di chiedere il trasferimento nella sede per Istituti per adulti, più vicino al luogo di residenza della familia, anche in considerazione delle specificità e di quanto l’amministrazione abbia investito sugli stessi in termini sia economici che di aggiornamenti professionali, si chiede di porre rimedio alla paventata disparità che si è venuta a creare all’interno di un concorso che ha lo stesso bando e le stesse norme di interpretazione, riconoscendo in via assolutamente principale la conferma in sede, anche in sovrannumero, così come sembrerebbe previsto per il personale appartenente al DAP. In via assolutamente subordinata, solo se vi siano eccezionali motivi che impediscono di soddisfare la richiesta principale, riconoscendo al personale del contingente del DGMC la possibilità in via principale di scelta tra le sedi DAP per Adulti più vicina alla residenza del proprio nucleo familiare in termini di distanza chilometrica all’attuale sede di assegnazione, e solo in subordine considerando sedi anche extra moenia ( PRAP, UEPE e sedi simili).

 

                                                                         Associazione    CLUB UDS

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