Il Ricongiungimento come atto Democratico

Stimatissima Ministro Trenta,

Fin dal Suo insediamento presso il Ministero della Difesa ha preannunciato la volontà di portare avanti il disegno legge inerente il diritto al ricongiungimento familiare per le Forze Armate e dell’Ordine, argomento tra l’altro inserito anche nel programma di governo.

Il Club UDS da più di otto anni ormai porta avanti con convinzione il progetto, il cammino prende il Via dall’esperienza che ogni giorno si presentava sotto forma di continue separazioni tra coniugi, individuando la distanza come motivo principale. Separazione che purtroppo coinvolgevano immancabilmente i figli che già soffrivano la lontananza di un genitore che ha avuto solo la colpa di decidere di arruolarsi in un Corpo dello Stato a difesa della Democrazia e del vivere civile.

Il problema ricongiungimento infatti vede l’Arma dei Carabinieri tra i primi a intervenire per attuare un processo innovativo e funzionale che si avvicinasse di più alle esigenze familiari degli stessi.

Parliamo del lontano 2011, anno in cui viene diramata una circolare interna che dava la possibilità a chi avesse un coniuge che lavorava nel privato o fosse titolare di attività lavorativa, di presentare istanza di avvicinamento. In questi anni passati l’associazione UDS ha veramente combattuto in lungo e in largo per fare emergere questa problematica, interventi convegni un libro scritto, che tratta l’argomento in questione, note inviate a tutti i Partiti ai Segretari di Partito, tanto lavoro fatto con la sola convinzione e il solo fine di riunire le tante familie divise da una organizzazione articolata solo ed esclusivamente sulle esigenze delle varie amministrazioni lontane da una logica che dovrebbe vedere le istituzioni più vicine al benessere del personale.

La familia deve essere tra gli obbiettivi primari di uno Stato che deve proteggerla e renderla sempre più forte normativamente, i consociati organizzati in familie sono elementi fondamentali nell’esistenza di una civiltà.

Da soli contro tutti in questi anni ci siamo fatti carico di portare avanti con convinzione il diritto alla familia.

Il percorso non è stato dei più semplici, tanti nostri superiori gerarchici, anche di rilievo, ci deridevano asserendo che il nostro era un sogno irrealizzabile, che faceva parte di una favola che non sarebbe mai stata raccontata, la risposta più frequente era “chi decide di portare una Divisa non ha diritto di avere una familia e la dove c’è l’avesse lo Stato viene prima”.

Gli stessi Sindacati, che a nostro parere dovevano essere i primi a scendere in campo a sostegno del diritto di avere una familia proteggendone il significato che trova origini fin dalla notte dei tempi, non hanno mai inteso fare una sola nota un solo congresso o intervento a sostegno di quanto professava l’UDS, anzi alcuni di loro addirittura prendevano le distanze, si può trovare traccia sui motori di ricerca, di queste nostre affermazioni, burlandosi del nostro pensiero del nostro intento.

Oggi, dopo ben due momenti che vedono approdare il DDL alla Camera dei Deputati, l’attuale legislatura ha finalmente affrontato il problema e presentato al Senato un DDL, molto distante da quello da noi preparato, ma che rappresenta un inizio legislativo che in fase di approvazione può trovare sicuramente migliorie avvicinandolo alla funzione finale delle tante familie che attendono speranzosi l’approvazione finale.

Quello che tutti Noi ci auguriamo è che al più presto si dia il via alla discussione in Senato per attivare l’iter parlamentare necessario, speriamo che la questione rivesta l’attenzione che merita per evitare che sia trattata come processo secondario o addirittura sottovalutare tutte le aspettative che ci sono dietro questo provvedimento legislativo.

Nell’ultimo periodo abbiamo assistito a tanti personaggi e tante organizzazioni, anche sindacali, che in fretta e furia si affrettano a saltano sul carro del vincitore, personaggi che si vantano di seguire la questione da anni, ben vengano, Noi però preferiamo, carissimo Ministro, continuare a spingerlo il carro, non siamo interessati a medaglie o ad attestati di riconoscimento, Noi vogliamo solo il benessere delle nostre famiglie e dei nostri figli che come tutti gli altri bambini devono vedersi riconoscere il diritto di avere entrambi i genitori accanto e vicini senza sentirsi figli di un’Italia diversa o figli senza diritti.

Sicuri che darà giusta attenzione alla presente si inviano cordiali saluti.

                               Presidente UDS

                                 D.G. Filippone

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