Risposta Scritta del Guardasigilli per il Concorso Ispettori

Osservazione e pensieri da parte di chi difende i diritti dei colleghi senza alcuna pretesa o richiesta di tessera

 

Interrogazione a risposta scritta n. 4-00653 del Senatore Iannone (res. N.45 del 09.10.2018)

Procedura concorsuale interna per la nomina alla qualifica iniziale del ruolo maschile e femminile degli Ispettori del Corpo della Polizia Penitenziaria.

In data 09.10.2018 il Senatore Iannone presentava interrogazione con risposta scritta indirizzata al Guardasigilli, attraverso la quale evidenziava l’ingiusta eccessiva durata del procedimento amministrativo relativo al concorso di cui al P.D.G. del 3 aprile 2008 , pubblicato nel bollettino Ufficiale del Ministro della Giustizia n. 11 del 15 giugno 2008.

La risposta fornita dal Sig. Ministro della Giustizia preliminarmente pone l’accento sul fatto che la determinazione della decorrenza (giuridica ed economica, ndr) della nomina nel ruolo, alla data degli esami di fine corso, è conforme alla normativa vigente. Sul punto è giusto l’obbligo di puntualizzare che si concorda pienamente con quanto affermato – come ovvio – , solo ed allorquando le procedure concorsuali siano completate e definite come previsto, in atto, entro 780 giorni ex D.M. n. 488 del 07/11/1997; regolamento con cui sono stabili i termini di durata massima dei procedimenti di relativa competenza.

Tale puntualizzazione preliminare appare, pertanto, ictu oculi, inconferente con la rappresentata incomprensibile eccessiva durata del procedimento che, nel presente caso invero, assume i connotati di  una vera e propria fattispecie di congelamento.

La predetta durata massima fissata in 780 giorni non è stata assolutamente rispettata e, invece, ampiamente oltrepassata fino a raggiungere un periodo di oltre dieci anni, motivo per il quale si ritiene opportuno richiedere l’intervento del Sig. Ministro per approntare, con urgenza un D.M. che riconosca la decorrenza giuridica a far data del 01.03.2011, nel rispetto assoluto del sopra citato Decreto Ministeriale ancora in vigore e mai abrogato o modificato.

In riferimento alla questione della decorrenza – in risposta citata come “Analogo problema …” – afferente al concorso pubblico a n. 271 Ispettori del Corpo, bandito nel mese di novembre del 2003 in cui i vincitori furono nominati all’esito del corso di formazione con decorrenza 14 dicembre 2014, corre l’obbligo evidenziare che trattasi di tipologia concorsuale ben diversa sotto diversi aspetti che di seguito si sintetizzano:

  • la procedura concorsuale era di tipo pubblico e non interno come quello si cui di discute;
  • la durata delle procedure concorsuali è stata prolungata nel tempo per gli innumerevoli ricorsi al giudice amministrativo che hanno comportato l’intero rifacimento delle relative procedure, circostanza questa davvero determinate e più volte citata nelle pronunce del giudice amministrativo nei giudizi di merito, che non si è verificata nell’attuale concorso.

 

L’eccessiva durata è, pertanto, da attribuire unicamente nella responsabilità all’Amministrazione che non ha rispettato i tempi massimi di durata fissati con il sopra citato D.M. Di fatto bisogna pure specificare, per maggiore chiarezza che, invero, ulteriori contenziosi giudiziari pare non siano stati valutati nel merito e dichiarati inammissibili non essendo state rispettate le condizioni di legge previste all’art. 22, comma 1 del codice del processo amministrativo D.Lgs. n. 104/2010 ovvero per avvenuto decorso dei termini di impugnazione. Gli stessi per quanto a conoscenza pare siano tuttora pendenti in appello.

Ancora, si vuole rappresentare che la retrodatazione della decorrenza non è difficilmente sostenibile ed appare sicuramente una congrua riparazione al danno subito dagli interessati con l’eccessiva durata del procedimento. Il Legislatore, infatti, ha inteso, coerentemente dettare delle regole, per il rispetto delle parti, e diversamente da quanto sostenuto in risposta scritta, la retrodatazione ristabilirebbe quelle condizioni di parità con gli appartenenti alle altre forze di Polizia che correttamente hanno visto concludere le procedure concorsuali dei rispettivi corpi di appartenenza in tempi ragionevoli.

 

In ultimo per quanto in risposta affermato che: “Oltre che sul piano esogeno, ne conseguirebbe un illogico effetto dirompente anche sul piano endogeno, producendo diacronici scavalcamenti all’interno del personale dell’amministrazione penitenziaria”, è bene precisare che la retrodatazione della decorrenza della nomina non andrebbe a configgere con le posizioni di altri appartenenti al ruolo degli Ispettori nominati a seguito di definizione di procedura concorsuale interna.  La retrodatazione costituirebbe, invece, un giusto riconoscimento per l’inerzia serbata dall’Amministrazione nell’adottare atti di determinazione tesi alla conclusione della procedura concorsuale determinando di fatto, danno patrimoniale scaturente dalla mancata nomina nel ruolo degli ispettori in tempi congrui, danno da perdita di chance e danno da mancato avanzamento in carriera che ad oggi si concretizza come una vera e propria barriera temporale per tutti i vincitori.

Tanto sopra si chiarisce con il solo ed esclusivo scopo di cercare un punto di equilibrio nell’interesse comune di tutela degli interessi pubblici e di quelli del personale interessato lesi esclusivamente dalla durata irragionevole della procedura concorsuale che ha avuto origine nel 2008.

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