la montagna ha partorito il topolino o il topolino la montagna???

Riflessione per gli addetti ai lavori

 Cosa succede ora che tutti i Neo Vice Ispettori del corpo della polizia penitenziaria saranno assegnati, anche in soprannumero, nelle sedi di appartenenza.

La prima realtà oggettiva che apre questo scenario è un sicuro ricorso da parte di tutti gli Ispettori che nell’interpello precedente non sono stati accontentati in quanto nella sede desiderata non c’erano posti, con la conferma in esubero, i diritti vengono meno.

 Altro elemento che sfocerà in un sicuro ricorso e il mancato rispetto delle norme del bando stesso che prevedeva il rientro in sede solo se ci fosse vacanza organica nel ruolo degli ispettori, questione venuta meno per un esubero autorizzato senza nessuna norma che modifica lo stesso articolo inserito nel bando stesso.

Altra motivazione che farà discutere le aule dei tribunali è il rientro in sede, ma non di appartenenza ma bensì di partenza, ciò significa che un centenario distaccato ora si vedrà riconosciuta la sede a discapito di chi da anni, non avendo motivo o maniera di essere distaccato, aspetta di essere trasferito nella sede ambita.

In tutto questo processo sicuramente non mancheranno le pretese dei nei Ispettori che sulla base di un ricorso dettato dal DM 7 novembre 1997, che detta i tempi per la conclusione di un bando concorsuale, due anni massimo, ricorreranno sul riconoscimento della decorrenza giuridica, a far data dal 2010, anno che era antecedente al trasferimento degli ultimi ispettori, che al momento del trasferimento avevano 4 anni nel ruolo, situazione che vedrà i ricorsisti uscirne vincitori diventando automaticamente più anziani di servizio, per cui con una semplice opposizione dinnanzi al Tar ribaltano le posizioni dell’Amministrazione.

Le risultanze e gli accordi intrapresi tra OO SS e Parte Pubblica, saporitamente legali ovviamente, rappresentano uno spaccato tra democrazia e meritocrazia nel rispetto delle regole, almeno così sembrerebbe,  di sicuro il non rispettare il risultato della ricognizione fatta, da dove emergeva un’indicazione precisa delle aspettative dei corsisti, che tra l’altro rientrava in una piccola percentuale di spostamenti, richieste che se analizzate portavano a una migliore distribuzione dell’organico evitando di inviare numeri eccessivi di  ispettori in sedi che oggi si vedono costretti a organizzare turni con tre o quattro ispettori, e altre sedi che  sono senza ispettori e che erano aspirazione di arrivo di tantissimi neo ispettori.

Questo articolato ma genuino sistema dovrebbe rientrare in una migliore organizzazione di un processo di distribuzione delle forze lavoro per avere una funzione finale di una migliore ripartizione territoriale di figure preposte a svolgere una funzione importante nell’ambito dei propri compiti istituzionali, intervenendo anche in una migliore distribuzione delle risorse umane amalgamandole in base alle reali esigenze degli istituti. 

Concludere un bando che dura da 12 anni aprendo nuovi scenari processatici rappresenta una vera sconfitta per una classe politica che si presentava come innovazione sia nei processi di salvaguardia sia nei diritti  di una nuova visione dell’azione politica che doveva essere basata sull’innovazione sull’imparzialità e sulla vicinanza alle reali esigenze dei cittadini, non che nella massima trasparenza, che forse noi per ignoranza personale non intravediamo.    

Altra questione è legatissima ai provenienti dal settore minorile che si vedono costretti a ricorrere in tribunale  chiedendo le motivazioni per le quali i colleghi vincitori dello stesso bando vengono mandati anche in esubero, mentre loro saranno spostati in istituti per adulti senza dare loro, almeno, la possibilità di scegliere l’istituto più compiacente magari vicino alla propria familia e non nella stessa città di esistenza dei circuiti minorili. 

Quanti ricorsi e quanti soldi pubblici verranno spesi, tutti sappiamo quanto costa un processo e quanto arretrato c’e’ nelle aule di tribunale. Ma l’italia è questa…. quanto sopra frutto di pensiero di tanti amici che scrivono al clubuds chiedendosi il fine delle decisioni prese, pur rispettandole in quanto provenienti da uffici superiori dei tanti corsisti, ma sui quali penderanno ricorsi sicuri.                                       

 

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