Regina Coeli aggressione al Corpo della Polizia Penitenziaria.

Un collega della Polizia Penitenziaria preso a morsi da un detenuto mentre l’ispettore di sorveglianza rientrerà a casa, dai suoi cari, con il setto nasale rotto, attualmente in osservazione presso il nosocomio, altri tre colleghi, sempre ricoverati si presume per 15gg di prognosi, basta con queste aggressioni non se ne può più. In tanti parlano di organizzazione di lavoro di processi di funzioni di empowerment di negoziazione di un nuovo modo di vedere e di vivere il carcere, l’iniziativa è da elogiare ma affinché il tutto abbia un senso bisogna inasprire le pene contro chi attacco lo Stato, non dimentichiamoci che la Polizia Penitenziaria e lo Stato.

Oggi c’è bisogno dell’entrata in vigore del CODICE PENALE PENITENZIARIO, non basta prevedere l’esclusione dalle attività ricreative e sportive, non basta aspettare un processo che nella migliore delle ipotesi sarà celebrato quando l’evento non sarà sanzionato con determinazione è sarà d’esempio per tutti i detenuti. Prevedere che il processo deve essere celebrato entra 30 giorni, per fatti accaduti all’interno del carcere la competenza deve essere del Magistrato di Sorveglianza, sia per chi è in attesa di giudizio che in appello che definitivo, il quale dara il via alla contestazione e alla sentenza all’interno del carcere. La Polizia Penitenziaria e lo STATO, se lo STATO viene attaccato la risposta deve essere immediata ed esemplare.

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