Corpo di polizia penitenziaria: il personale non può iscriversi all’albo degli avvocati

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della sentenza del Consiglio di Stato Sez. IV del 14.9.2018

L’iscrizione all’albo degli avvocati costituisce frontale violazione dell’art. 35 d.lgs. n. 443 del 1992, a tenore del quale “Il personale del Corpo di polizia penitenziaria non può esercitare il commercio, l’industria né alcuna professione o mestiere o assumere impieghi pubblici o privati o accettare cariche in società costituite a fine di lucro”.

È quanto affermato dal Consiglio di Stato nella sentenza depositata in data 14 settembre 2018 nella quale si rileva altresì come “Non giova al ricorrente sostenere di non aver svolto, in concreto, alcuna attività defensionale, sia perché, come noto, la professione di avvocato può essere esercitata anche senza la partecipazione ad udienze o il conferimento di mandati ad litem (che, oltretutto, nella specie constano, come del resto ammesso dallo stesso ricorrente – cfr. pag. 16 del ricorso e pag. 7 della memoria di replica), sia, comunque, perché l’iscrizione all’albo è già di per sé un atto (sia pure preliminare e propedeutico) di esercizio della professione.

Del tutto legittimamente (rectius, doverosamente), pertanto, l’Amministrazione ha inoltrato al ricorrente la diffida prevista dall’art. 36 d.lgs. n. 443 del 1992; di converso, la cancellazione dall’albo da lui tempestivamente curata non vale a dimostrarne la correttezza, ma solo ad evitarne la decadenza ope legis dall’impiego (cfr. art. 36, comma 2, d.lgs. n. 443)”. Per continuare nella lettura vai alla sentenza.http://www.gazzettaamministrativa.it

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