Il Bando degli Ispettori più lungo della storia

Al Ministro delle Giustizia

On. Le Alfonso Bonafede

Ministero della Giustizia

ROMA

 

 

Pregiatissimo Ministro,

Anche oggi il Club UDS è costretto a intervenire per rappresentarle l’ennesimo provvedimento, NOTA GDAP N. 0237914 del 20/07/2018 a firma del Direttore Generale Pietro Buffa.

Infatti, con la nota sopra menzionata il Direttore Generale Buffa, ha preso la decisione di inabissare definitivamente il concorso per il ruolo iniziale di Vice Ispettore, bandito nel lontano 2008.

Con la nota sopramenzionata, il Direttore se voluto fregiare addosso la titolarità di essere il primo Dirigente a dare massimo sfogo, cosi scrive, alle graduatorie Ispettori del 2017, circa il trasferimento in massa nella sede richiesta, cosa mai successa nella storia dell’amministrazione penitenziaria, anzi per scorgere un trasferimento di un Ispettore, che da anni e anni era primo in graduatoria, bisognava, veramente e senza ipocrisia, aspettare l’avvicinarsi dell’età pensionistica.

Si Caro Ministro, l’articolo 14 comma 7 del PDC 3 aprile 2008, epoca dell’emanazione del bando di concorso, recita testuali parole, il personale nominato Vice Ispettore sarà confermato nella sede di appartenenza compatibilmente con la dotazione organica.

 Orbene Pregiatissimo Ministro, quello che sobbalza inevitabilmente è il prendere alla lettera l’art. 14 comma 7 del bando, premunendosi, sempre Dirigente Buffa, di riempire le sedi di ispettori usando l’ultimo interpello, andando inevitabilmente a peggiorare una situazione di diritti calpestati raggirati e usati a proprio piacimento, amministrativamente parlando, facendo durare un bando di concorso ben 10 anni, e non per colpa dei partecipanti, ma bensì per l’illogicità di una Amministrazione che ha portato avanti un concorso che oggi ha la prerogativa di essere primo in classifica sulla irragionevolezza della durata di un concorso statale.

Lo stesso Dirigente Buffa, non ha preso in considerazione il Decreto Ministeriale del 7 novembre 1997, che descrive meticolosamente i tempi ragionevoli di un concorso, che non può andare oltre i due anni, tempo massimo per determinare la fine di un concorso, allo stesso Dirigente Buffa, vorremmo chiedere come mai nella stessa nota non ha previsto un ragionevole riconoscimento risarcitorio, per la lungaggine del concorso circa i danni subiti, economicamente, dei vincitori che oggi, se i tempi fossero stati rispettati come norma prevede, sarebbero alle porte di rivestire il grado di Ispettori Capo, sempre allo stesso Dirigente Buffa, vorremmo chiedere lumi ipotizzando che il concorso avesse avuto tempi da paese democratico, che tra l’altro sono previsti dal D. M. 7 novembre 1997, scusi la retorica, le carenze organiche nel ruolo ispettori, sarebbero ben diverse di quelle attuali, tra l’altro sforbiciate dal decreto Madia.

Taglio, grazie al Decreto Madia, sul quale pesano tantissime aggressioni, a volte con gravi conseguenze, che sono stati fatti sulla base di una organizzazione di vigilanza dinamica che in realtà e servita solo a evitare nuovi richiami da parte della Comunità Europea, circa il sovraffollamento e lo spazio dedicato ad ogni singolo utente.

Dei tagli che in parte sono stati sostenuti anche dai Dirigenti del Dipartimento, in linea con l’operato di un governo che ci ha lasciato in eredità un Corpo di Polizia allo stremo delle proprie forze circa il delicato e complesso lavoro che svolge nel garantire l’espiazione della pena a tutti quei soggetti che violano una norma penale, prescindendo dalle reali esigenze emergenziali delle realtà penitenziarie, alla fine chi ne paga le conseguenze sono sempre i Poliziotti Penitenziari che si trovano in prima linea nel contrastare le personalità criminali del nostro paese.

E’ inconcepibile pensare che il fare perdere la sede ai nuovi ispettori che in realtà sono alle porte del pensionamento, per cui il rischio che si pavimenta e solo quello di trovarsi con delle sedi completamente sguarnite dalla figura di Ispettori, sia la strada percorribile.

 Se il bando concorsuale si fosse svolto nei tempi ragionevoli, oggi non ci troveremmo qua a scrivere per smontare una posizione al quanto incredibile e che non prende in considerazione la reale possibilità che i vincitori del bando alla fine chiederanno alle sedi opportune il riconoscimento della giuridicità sia economica che del grado a far data da due anni dell’emanazione del bando stesso.

 

Stimatissimo Ministro, con questo non vogliamo sostenere che i trasferimenti degli Ispettori in graduatoria non devono essere fatti, anzi è cosa buona e giusta dare accoglimento alle richieste, anche loro devono avere il sacrosanto diritto di aspirare ad essere trasferiti nella sede ambita, quello che dà fastidio è il modo e il metodo, che non trova memoria nella storia della Corpo della Polizia Penitenziaria, con il quale si sta procedendo.

 È mai possibile che si debba sempre arrivare a uno scontro, con prese di posizioni che assumono il tono di chi vuole ancora una volta dimostrare che le esigenze i diritti le aspettative, di fronte a un concorso della durata decennale, sono carta straccia di chi invece davanti alla tastiera di un PC  assume decisioni poco coerenti, anche se in linea con l’operato dell’ultimo governo, che rischiano solo di spaccare famiglie ormai radicalizzati e di portare il concorsista idoneo ad intraprendere le vie giudiziarie.

In attesa di una cortese convocazione per rappresentarLe le motivazioni dei Soci UDS, vincitori del concorso augurandoci un Suo autorevole intervento per far ritirare la nota e aprire un tavolo tecnico che affronti realmente le possibilità per una equa ripartizioni delle responsabilità sopraggiungendo ad un accordo che soddisfi entrambi le parti, l’occasione è gradita per porgerLe cordiali saluti.

  

 

 

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