Concorso Ispettori Polizia Penitenziaria bandito nel lontano 2008


Al Ministro della Giustizia

Alfonso BONAFEDE

 

 

Oggetto: Concorso interno per la nomina a 643 Ispettori, elevato a 1.232 posti, del Corpo     della Polizia Penitenziaria.

 

 Pregiatissimo Ministro,

Con la presente la vorrei portare a conoscenza   dell’assurda situazione legata al concorso di Vice Ispettore che trova origine nel lontano 2008, data in cui fu bandito.

 Detto concorso, emanato con l’urgenza per la necessità di andare a ricoprire la carenza organica del grado di Ispettore, in un paese Democratico, come il nostro, non può avere una durata decennale, anche perché ciò sconvolge i principi cardini, sia del concorso stesso che quelli dei partecipanti, oggi vincitori di concorso.

La lungaggine, per arrivare alla fine di un concorso, non può essere tollerato dai tanti vincitori, che oggi sono alle porte del pensionamento, circostanza non da poco, visto che se si fosse svolto in tempi ragionevoli, i vincitori, oggi ricoprirebbero il grado di Ispettore per essere nominati Ispettori Capo nel 2020.

Per questo, Stimatissimo Ministro Le chiedo di farsi carico della problematica attraverso il correttivo dei criteri di acquisizione del grado e avanzamento per progressione di anzianità, previsti nella norma recante disposizioni del riordini delle carriere.

 

Proposta di modifica dell’articolo 28 del Dlvo 30 ottobre 1992 n. 443 da parte del Club UDS-Uomini e Donne della Sicurezza-

Il Club UDS-Uomini e Donne della Sicurezza a parità di diritti ed uguaglianza con la presente avanza richiesta di prendere in considerazione di apportare delle modifiche sulla norma inerente il riordino delle carriere, che prevedeva come tempo utile, per eventuali osservazioni e correttivi, fine luglio c.a.

Tale richiesta è fondata sulla necessità di affrontare la delicata questione dovuta ad un concorso, per il ruolo iniziale di Vice Ispettore bandito nel lontano 2008.

Il D.M. 7 novembre 1997, prevede che dall’emanazione di un Concorso il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria deve obbligatoriamente far finire le prove concorsuali entro e non oltre 780 giorni, dall’emanazione e 120 giorni, previsti dallo stesso decreto ministeriale, quale termine per la nomina nel ruolo.

La lungaggine del bando stesso, pubblicato sulla G. U. nel lontano 2008, ha di fatto impedito tutte le prerogative, ai vincitori, di progredire nel grado arrecando agli stessi un grave danno economico il tutto riconducibile all’incomprensibile inerzia posta in essere dall’Amministrazione.

Ad aggravare la situazione c’è la questione che tantissimi dei partecipanti sono alle porte del pensionamento, per cui non possono avere gli sbocchi di carriera che gli sarebbero stati permessi se il bando avesse avuto un regolare processo di attuazione.

In tal senso, c’è già stata giurisprudenza, dove l’Amministrazione ha dovuto risarcire i danni, sia processuali che della lungaggine, a tutti i vincitori del ricorso.

Ora tenuto conto che i vincitori sono già pronti a seguire le vie legali, che li porterebbero ad un riconoscimento dei diritti richiesti, tenuto conto che il tutto può trovare una soluzione che non andrebbe a gravare su un indennizzo per i concorsisti che otterrebbero attraverso ricorso amministrativo, che si ripercuoterebbe immancabilmente sul bilancio dello Stato, per la parte delle spese processuali, Le chiedo Stimatissimo Ministro di interessarsi affinché nel correttivo venga riconosciuta la modifica sotto allegata per un giusto riconoscimento legislativo ai vincitori del bando di concorso.

         Attualmente i ruoli del Corpo di Polizia Penitenziaria vengono distinti in:

 

  • Ruolo degli agenti ed assistenti;
  • Ruolo dei sovrintendenti;
  • Ruolo degli ispettori;
  • Ruolo direttivo (istituito con D.lvo 21 maggio 2000 n.146);

 

Dal combinato del D.lvo 30 ottobre 1992 n. 443, dell’articolo 6 comma 1 del D.lvo 21 maggio 2000 n. 146, e dall’articolo 57 del codice di procedura penale al ruolo dei sovrintendenti, al ruolo degli ispettori, ed al ruolo direttivo vengono attribuite le funzioni di Ufficiale di Polizia Giudiziaria ed agente di Pubblica Sicurezza e, per il solo ruolo direttivo, quello di sostituto Ufficiale di Pubblica Sicurezza; pertanto con maggiori e più penetranti poteri, e connesse responsabilità, nell’ambito alla attività di Polizia Giudiziaria.

Al ruolo dei sovrintendenti sono attribuite funzioni esecutive ma implicanti un maggiore livello di responsabilità, nonché funzioni di coordinamento di   unità operative[1] potendo, inoltre, essergli affidato il comando di più agenti in servizio operativo potendo anche sostituire i superiori gerarchici in caso di assenza, impedimento e per esigenze di servizio financo, ciò che accade più spesso nella realtà attesa la cronica carenza di personale dei ruoli apicali della Polizia Penitenziaria, ritenere tale “sostituzione” in via permanente (accade che il coordinamento delle unità operative, anche di rilevanti dimensioni, negli istituti penitenziari venga attribuito indistintamente sia a personale appartenente al ruolo degli ispettori che a personale appartenente al ruolo dei sovrintendenti).

Il comma 3 dell’articolo 16 D.lvo 443/1992 dispone che “la nomina a vice sovrintendente è conferita con decreto del Ministero della Giustizia secondo l’ordine della graduatoria risultante dagli esami di fine corso, con decorrenza giuridica dal 1^ gennaio dell’anno successivo a quello nel quale si sono verificate le vacanze e con decorrenza economica dal giorno successivo alla data di conclusione del corso medesimo.” mentre, l’analogo articolo 28, riportante “Nomina a vice ispettore”, al comma 4 riporta che gli allievi – vice ispettori – che abbiano superato gli esami finali del corso conseguono l’idoneità per la nomina a vice ispettore; il comma 5 dell’articolo 25 del D.lvo 443/92 statuisce che gli allievi vice ispettori prestano giuramento e sono immessi nel ruolo secondo la graduatoria finale. In particolare rileva che il concorso per vice sovrintendente è un concorso “interno”, ovvero riservato al personale già appartenente ai ruoli della Polizia Penitenziaria mentre l’accesso per la nomina a vice ispettore avviene tramite concorso pubblico oppure tramite concorso interno per titoli di servizio ed esami (art 24 D.lvo 443/1992).

Comparando le norme che disciplinano l’accesso al ruolo dei sovrintendenti e quelle che disciplinano l’accesso al ruolo degli ispettori, avendo riguardo alle modalità di accesso a tali ruoli tramite concorso interno, risulta una evidente disparità di trattamento che si ripercuote sul personale di Polizia Penitenziaria che già presta servizio (spesso già da un considerevole lasso di tempo) all’interno dei ranghi del Corpo: il personale interno (che ha già maturato, tra l’altro, una discreta esperienza in servizio) che partecipa ad un concorso per vice sovrintendente si vedrà attribuire la decorrenza giuridica della qualifica dal 1^gennaio dell’anno successivo a quello nel quale si sono verificate le vacanze e decorrenza economica dal giorno successivo alla data di conclusione del corso medesimo, diversamente da quanto avviene per i vice ispettori, provenienti dal concorso interno, la cui decorrenza giuridica ed economica viene attribuita solo alla conclusione del corso di formazione. Tale disuguaglianza non è giustificata dalla diversità di funzioni essendo, tra l’altro, le stesse in alcuni casi sovrapposte, come si è anzidetto specificato.

Atteso quanto sopra illustrato si propone con la presente di modificare l’articolo 28 del Decreto legislativo 30 ottobre 1992 n. 443 prevedendo l’attribuzione della qualifica di vice ispettore con decorrenza giuridica dal 1^ gennaio dell’anno successivo a quello nel quale si sono verificate le vacanze e decorrenza economica, tenendo conto di quanto previsto dal D.M. 7 novembre 1997, come termine massimo delle procedure concorsuali, al giorno successivo del riconoscimento della giuridicità nel grado con specifica clausola di applicabilità ai concorsi in atto.

 

Presidente UDS

D.G.FILIPPONE

 

[1]             A norma dell’articolo 33 del D.P.R. 15 febbraio 1999 n. 82 per unità operativa si intende un complesso funzionale comprendente più posti di servizio e , pertanto, rappresenta una organizzazione di rilevante complessità all’interno dell’Istituto penitenziario (ad es. L’unità operativa matricola dei detenuti, l’unità operativa colloqui etc.) composta da un  numero apprezzabile di agenti.

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