La specificità degli stipendi delle Forze Armate e dell’Ordine.

    Al Ministro degli Interni   

Senatore Matteo SALVINI

               Nella campagna elettorale le Forze Armate e dell’Ordine sono stati oggetto d’attenzione da parte di esponenti e dirigenti politici oggi al governo.

  Tutti hanno promesso maggiore attenzione sulla parte economica che rappresenta un punto cruciale da dove bisogna ripartire per dare un giusto riconoscimento    a chi con il proprio lavoro garantisce alla popolazione di vivere in uno Stato Democratico.

  Parlare, oggi, del rinnovo del contratto sarebbe argomento marziano, tutti noi siamo coscienti della difficolta economica delle casse dello Stato, per questo, onde evitare interventi fantasiosi e poco applicabili ho individuato dei punti sui quali si potrebbe trovare attuazione a costo zero.

    Ovvio, alcune realtà dovrebbero subire dei tagli alle entrate del proprio bilancio che oggi vengono effettuate sulla busta paga di ogni collega.

   In primo luogo, con un semplice decreto, si potrebbe mettere fine all’esosa trattenuta Irpef Regionale e Comunale che viene fatta sul netto dello stipendio, questo rappresenta un prelievo di circa 100.00 euro per nove mesi, il tutto si calcola sulla fascia di reddito di ogni dipendente.

              Da anni, per sopperire all’emergenza della crisi economica, le nostre buste paghe sono oggetto di prelievi che incidono profondamente sulla vita delle famiglie dei Poliziotti e dei Militari.

  Non possiamo più essere il bancomat attraverso il quale si effettuano spese pazze a beneficio di politici che mal gestiscono i soldi pubblici, le testate giornalistiche sono piene di queste notizie, siamo coscienti della necessita di partecipare e contribuire per il buon funzionamento degli enti, ma non possiamo ammettere che i nostri sacrifici vengono usati sperperando patrimoni a beneficio di avvoltoi e professionisti della politica.

    La speranza è che il governo del cambiamento metta fine a questo modus operandi e rimetta la politica al servizio dei cittadini.

 Intervenendo, “abolendo”, le trattenute Irpef Regionali e Comunali, significherebbe dare il giusto riconoscimento economico a beneficio di chi con grande sacrificio e alto senso del dovere, tra mille difficolta operative, continua a svolgere i propri compiti per il bene di tutta la comunità, quello che siamo stati costretti a subire, negli ultimi periodi, non sera mai visto nella storia della Repubblica.

                Lo stato di totale abbandono ci ha costretti ad operare con il timore di sbagliare, anche quando operavamo nel giusto, timorosi di trovare qualche politico di turno, che per farsi notare e avere un po’ di notorietà, si schierava a favore di chi non era proprio il buon esempio per la società civile.

             La specificità del nostro lavoro e riconosciuta da una legge, che ad oggi rimane solo sulla carta e non trova applicabilità nella realtà.

Chi giura fedeltà allo Stato lo fa con la consapevolezza di mettere a rischio la propria vita a difesa di tutte le norme che garantiscono di vivere civilmente e nel rispetto delle regole impartite al solo fine di essere Cittadini e Popolo di uno Stato Democratico.

   Il taglio delle trattenute Irpef, potrebbe portare pacificazione circa l’incomprensibile atteggiamento denigratorio e poco dignitoso posto in essere dagli ultimi governi.

 La sola abolizione degli studi di settore, eliminando per tutti la possibilità di nominare Consulenti esterni, che pesano drasticamente sui cittadini, anche perché ogni ente ha a sua disposizione dipendenti che ricoprono incarichi di specificità e responsabili di tematiche che dovrebbero rientrare nell’ambito di applicazione di lavoro degli stessi, potrebbe soccombere alla mancanza di introiti che oggi pesano sulle buste paghe degli Uomini e Donne che garantiscono sicurezza.

 Pregiatissimo Ministro degli Interni, affido a Lei questa mia proposta, fatta da me ma condivisa da tutti, con la speranza che da questi piccoli segnali si possa ridare dignità e giusto riconoscimento a tutti noi che oggi rappresentiamo una parte di lavoratori poco intenzionati dalle istituzioni.     

      

F.to Presidente UDS

Domenico Gianluca Filippone

 

 

 

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