Mandato esplorativo al Presidente Casellati

Una mossa che mette il Presidente della Repubblica al riparo di futuri interpretazioni di come in realtà sono andate le cose.

Per gli addetti ai lavori non è sicuramente sfuggito che i giochi per la formazione del governo si sono chiusi già al secondo giro di consultazioni.

Infatti, in ogni incontro con le delegazioni ci sono stati dei segnali molto chiari su come sarebbero andate le cose, segnali  inconfondibili, attraverso i quali si comprendeva  che c’era già accordo tra due delegazioni bisognava solo trovare il modo di renderlo indolore per la terza delegazione che tra le altre cose sono coloro che hanno avuto più voti risultando vincitori.

Il miglior modo era quello di dare il mandato esplorativo proprio a un loro rappresentante, cosicché da togliere ogni inutile attacco al Presidente Mattarella, già informato, durante le consultazioni, dell’inciucio tra M5S e PD.

L’errore più grande è stato accettare il mandato esplorativo, dando così il via al governissimo che durerà tutto il mandato e vedrà Di Maio Premier Che dara spazio a incarichi, ovviamente di seconda fascia, se non di terza, agli alleati Pieddini, che ancora una volta hanno dimostrato di essere legati alle POLTRONE e non al bene dei CITTADINI.

Oppure, ma è utopia, Mattarella davanti a una cosi delicata e pesante decisione, rimandi tutti a elezioni.

In uno Stato Democratico questo non può succedere, dopo un primo giro di consultazioni e d’avanti ai risultati elettorali che non hanno consegnato la maggioranza a nessuno, si sarebbe optato per modificare il rosatellum aggiungendo il premio di maggioranza, questo si poteva fare in una settimana, per poi rimandare tutti a nuove elezioni, chiedendo all’attuale governo Gentiloni di continuare il proprio mandato dandogli il km di approvare il bilancio dello Stato.

Andare incontro a un governo non voluto dal Popolo, che ha bocciato il precedente mandando un messaggio univoco potrebbe rivelarsi oggettivamente pericoloso per un popolo che necessita di un Governo stabile e non soggetto a continui ricatti per continuare a stare incollati alle poltrone.

Stiamo rischiando di sprofondare definitivamente nella pianura di sabbie mobili che il PD e stampelle di sostegno ci hanno lasciato in eredità.

E di questo se ne dovranno fare carico, un giorno, anche gli artefici che lo hanno permesso.

Queste le mie impressioni

Presidente UDS D. G. Filippone

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