Lettera aperta a Matteo Salvini

Conoscerti e parlarti dei reali problemi che incontriamo per garantire sicurezza è stato un vero piacere.

Ad ogni mia affermazione, su come siamo stati trattati da questo governo, non eletto dal popolo, mi stringevi sempre più la mano, questo dovuto alla rabbia che provavi nel conoscere nel dettaglio la realtà dei fatti. Non sto qua a scendere nei particolari della nostra lunga chiacchierata, ti voglio solo rinnovare alcuni punti che mi stanno a cuore e che tantissimi colleghi e colleghe condivideranno;

Il diritto al ricongiungimento famigliare quando l’altro coniuge lavora a tempo indeterminato, anche presso enti esterni alle amministrazioni e privati, senza tenere conto della carenza nel grado nella sede di destinazione.

Il diritto di essere distaccato nella sede di residenza della famiglia quando nasce un figlio/a, anche se in sovrannumero nel grado ricoperto, anche i nostri figli devono avere il diritto ad essere accuditi nei primi anni di vita da entrambi i genitori, portando a cinque gli anni del distacco a fronte dei tre oggi previsti.

Inasprire la norma inerente le violenze contro le Forze Armate e dell’Ordine da parte di soggetti che usano le manifestazioni come opportunità per attaccare Noi, cioè lo Stato, senza possibilità di accedere a riti abbreviati, che hanno il solo scopo di diminuire la pena o di accedere a misure alternative alla detenzione, pena certa fino all’ultimo giorno. Non possiamo pagare un prezzo così alto, questi individui usano il nostro sangue per avere risonanza mediatica e dare rilievo alle loro manifestazioni.

Aggiungere euro 30,00, come presenza qualificata straordinaria, per tutti coloro, Forze Armate e dell’Ordine, che costretti dalle esigenze, prolungano il proprio orario di lavoro oltre le sei ore giornaliere, se le ore di straordinario si prolungano oltre le quattro alle trenta euro devono essere corrisposte 10 euro ogni ora di straordinario.   La mancanza di assunzioni non deve ricadere su di noi che per amore del nostro paese facciamo ore e ore di straordinario malpagate e tassate.

Attuare, con apposito decreto, il Codice penale interno agli istituì penitenziari. Attualmente le mancate violazioni vengono sanzionate con ammonizioni disciplinari. Se vogliamo veramente attuare il trattamento per la risocializzazione del soggetto, dobbiamo far comprendere loro che il rispetto delle regole e alla base del percorso. Il codice penale penitenziario deve contenere delle norme che contrastano ogni tipo di mancanza del regolamento d’esecuzione interno al carcere stesso. A decidere circa la responsabilità di quanto relazionato dal Corpo della Polizia Penitenziaria, deve essere il Magistrato di Sorveglianza, il quale emette sentenza di assoluzione o condanna.

 

Fir.to Presidente UDS

D.G. Filippone

 

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