L’incompetenza al servizio dei cittadini

 

Carissimi Concittadini, la legislatura che sta volgendo al termine ci sta lasciando un’eredità che porta il peso di un macigno.

Oggi tutti sono sul palco ad elogiare la loro azione di governo, fantasticando su una ripresa che in realtà ancora stenta a partire, basta vedere quante saracinesche continuano a chiudere e quanti padri di famiglia oggi sono senza lavoro e tantissimi altri addirittura hanno perso anche la casa.

Cosa più grave è mettere mano nel mondo della Sicurezza, apportando degli interventi che trascinano chi rappresenta il mondo della sicurezza a non avere le condizioni necessarie per far rispettare le regole che permettono a tutti di vivere in un paese democratico libero e civile.

Da ultimo il decreto ministeriale Madia, relativo alla rideterminazione dei contingenti di Polizia Penitenziaria assegnati agli Istituti Penitenziari ed alla istituzione di dotazione organica per le sedi non penitenziarie.

Ebbene, con questo decreto sono stati tagliati più di 5000 posti di servizio negli Istituti Penitenziari, il tutto mentre i carceri sono nuovamente in allarme sovraffollamento.

Il lavoro di un Poliziotto Penitenziario è uno dei più complessi e difficili, garantire l’espiazione della pena a tutti quei soggetti che si sono resi responsabili della violazione di una legge, non è cosa semplice, bisogna avere una determinazione che pochi professioni richiedono.

Con il passare del tempo se cercato di plasmare la pena ad un sistema di rieducazione e trattamento, questo ha portato ad un aumento delle attività trattamentale.

 Infatti, questo orientamento ha largamente inciso sui posti di servizio all’interno delle strutture penitenziarie.

Tutte queste nuove attività, che per avere concretezza devono essere abbinate alla sicurezza, senza la quale non si può lontanamente pensare ad un trattamento rieducativo che porti il soggetto ad un percorso di totale recupero, sono indubbiamente attività che hanno di gran lunga aumentato i posti di servizio in quanto richiedono più poliziotti penitenziari per il controllo e la vigilanza durante la vita carceraria di soggetti privati della libertà.

Il governo per evitare di essere sanzionato dalla Comunità Europea, circa la vivibilità e gli spazi che spettano per diritto ad ogni soggetto rinchiuso, ha emanato parecchi provvedimenti svuota carceri, introducendo anche l’apertura delle celle, durante le ore diurne, il così denominato “servizio dinamico”, che altro non ha fatto che creare le condizioni per permettere ai detenuti di aggredire, a volte anche gravemente, il Poliziotto che svolge il proprio compito istituzionale.

Le testate giornalistiche sono piene di questi eventi, non ci stiamo inventando niente, nulla a che dire sul servizio dinamico, che se attuato con criterio potrebbe avere successo. Bisogna creare dei livelli, attraverso i quali far accedere le utenze in base alla loro crescita e partecipazione al programma trattamentale. Creando dei piani detentivi che permettano gradualmente di accedere al livello ultimo che deve essere quello che svolge l’attività trattamentale più vicina al reinserimento nella società.

Bisogna anche intervenire con urgenza sulle strutture che ancora oggi non sono in linea con quanto dettato dalle leggi, un esempio su tanti, ci sono strutture che ancora oggi non hanno le docce in cella altri che non hanno i riscaldamenti, questi solo alcuni dei tanti problemi. Se la struttura e funzionale tutto il sistema ne risente in modo positivo, creando i presupposti per poter attuare tutte quelle attività che portano al recupero del soggetto.

Questi tagli stanno costringendo i Poliziotti Penitenziari a fare otto ore di lavoro al giorno, quando va bene, se un governo taglia i posti di servizio aumentando gli straordinari, mi domando quale tagli al costo pubblico pensa di operare, l’unico risultato e obbligare il personale a turni massacranti, che mettono a rischio anche la salute personale, che vanno oltre ogni logica di diritti dei lavoratori.

Il lavoro del Corpo della Polizia Penitenziaria e complesso e difficile, solo l’esperienza, acquisita stando a contatto diretto con le emergenze strutturali di un penitenziario, possono portare a sviluppare iniziative che producono benessere sia ai Poliziotti Penitenziari che a tutto il mondo di chi opera negli Istituti Penitenziari.

La mia personale speranza è che il prossimo governo sia consapevole delle emergenze da affrontare nell’immediatezza, continuando poi, durante il mandato, a tenere i riflettori accesi sul mondo carcere, circondandosi di tecnici che il mondo carcere lo conosce bene.

                                                                                               Presidente UDS

                                                                                               D.    G. Filippone

 

 

 

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