Contratto comparto Sicurezza e Difesa: si spacca il fronte sindacale, le tabelle degli aumenti

Roma, 18 gen – Il 28 dicembre scorso il Presidente della Repubblica ha sciolto le Camere e il governo è rimasto in carica, come da prassi, per il disbrigo degli affari correnti. Tra questi ce n’é uno piuttosto importante, il rinnovo contrattuale del personale del comparto Sicurezza e Difesa.

Dopo numerose riunioni tra le parti sociali ed i rappresentanti del governo – l’ultima è stata ieri – non si è ancora giunti ad un accordo, soprattutto perchè non tutti i rappresentanti del personale – Cocer e sindacati – sono d’accordo sull’impianto che il governo vuole varare per “liquidare” la pratica.

La materia del contendere

Quello che divide il fronte rappresentativo è che il governo vorrebbe procedere ad un accordo di tipo economico, tralasciando la parte normativa. Il governo, dal canto suo, rappresentato da Angelo RUGHETTI, Sottosegretario del Ministero della Semplificazione e Pubblica Amministrazione, ha esposto alcuni punti verso il quale il governo intente procedere:

  • la cd. “vacanza contrattuale” non sarà riassorbita nel computo degli arretrati;
  • le somme destinate dalla Legge di Bilancio per il contratto siano da considerarsi al “lordo dipendente”, vale a dire che agli aumenti stipendiali verranno sotratti: l’IRPEF (cambia a seconda del reddito, il 27% o il 38%), la RAP (Ritenute Assistenziali-Previdenziali – 8,80% in media), il Fondo credito (0,35%);
  • proposto di destinare le risorse contrattuali per il 90% sul trattamento economico fondamentale (parametro ed indennità pensionabile) e per il 10% su quello accessorio;
  • aperto alla possibilità di discutere del futuro D.P.C.M., applicativo della Legge di Bilancio, contenente gli stanziamenti, di 50, 100 e 150 milioni a regime dal 2020, destinati dalla Legge – con apposito stanziamento non contrattuale – alla specificità del Comparto Difesa/Sicurezza .

A questo punto, come già detto, il fronte rappresentativo si è spaccato, con una buona metà delle sigle sindacali e delle Rappresentanze militari che insistono affinchè nel provvedimento sia inclusa anche la parte normativa. Tanto per fare un esempio, la Marina intende modificare la norma – attualmente in vigore – che “forfettizza” lo straordinario in navigazione; allo stato attuale, infatti, tutte le ore eccedenti il normale orario di lavoro effettuate in navigazione vengo pagate con un importo forfettario di appena 3 euro l’ora.

“Il compenso attualmente previsto – si legge in una nota del Cocer Marina – non tiene in giusta misura l’effettivo impegno orario svolto a bordo, dovuto alla complessità del funzionamento di un’Unità navale durante la navigazione operativa che si prolunga per settimane senza sosta. Uno degli ostacoli al necessario cambiamento della retribuzione in navigazione è la Legge 145/2016 e riteniamo che in occasione del decreto missioni di prossima emanazione sia possibile un primo essenziale intervento con la modifica degli artt. 5 e 6, la cui attuazione penalizza il personale impiegato per mesi in mare per lo svolgimento di missioni internazionali essenziali per la sicurezza e gli interessi del Paese”.

“Tocca al Governo dare questo segnale agli uomini e le donne della Marina Militare e della Guardia Costiera – chiede il Cocer – azione concreta dopo la vicinanza morale mostrata al personale della Difesa in occasione degli auguri di fine anno inviati alla vigilia di Natale dal presidente del Consiglio e dal ministra della Difesa dal ponte di volo di Nave Etna”.

Un’altra delle questioni importanti che i delegati della Rappresentanza militare intendono inserire nella parte normativa del contratto è il cosiddetto “ruolo negolaziale” dei Cocer, cos’è? Attualmente, nel corso della concertazione, la Rappresentanza militare può anche rifiutarsi di firmare il contratto ma la mancata sottoscrizione non sarebbe vincolante per il governo (come invece avviene per i sindacati di Polizia) perché basta che lo Stato Maggiore Difesa apponga il proprio visto per validare l’intera procedura concertativa.

Contrari ad un contratto solo di tipo economico sono i Cocer Marina, Carabinieri, Aeronautica e, per i sindacati di Polizia, SAP, COISP, CONSAP, UGL, SILP CGIL.

Di seguito il video dell’intervento del delegato Cocer Marina, Maresciallo Antonello Ciavarelli, che espone al rappresentante del governo le perplessità in ordine ad un contratto solo di tipo economico; successivamente un link per il download delle tabelle concernenti gli aumenti stipendiali che il governo ha proposto alle parti sociali.

http://www.grnet.it/fonte.

 link per le tabelle

http://www.grnet.it/wp-content/uploads/2018/01/Tabelle-Comparto-Sicurezza-Difesa-2016_2018.pdf

 

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