Una classe politica che non cambia

             È iniziata la corsa, in alcuni casi è già finita, per garantirsi un posto in Parlamento.

Tutti i big, nessuno escluso, in questi giorni stanno vendendo l’anima al diavolo per vedere il proprio cognome tra i primi dei candidati che possono aspirare alla conquista di quel posticino tanto ambito.

Il loro vero problema è quello di trovare il sostegno elettorale tra la gente, chi sosterrà il partito con il quale si è riusciti ad imbucarsi. Si cari Cittadini, parlo di partito e non di senso di appartenenza o ideologie politiche storiche, la legislatura passata ci consegna la bellezza di 560 cambi di casacca, fatti non per il bene del popolo ma bensì per garantirsi un posticino vicino a chi guidava il paese.

Questo atteggiamento ha fatto sì che l’astensionismo, oggi, e tra i veri problemi da affrontare. La sfiducia in una politica composta da personaggi attaccati alla poltrona ha dato il peggio di se, questo comportamento ha fatto sempre più disinnamorare i cittadini.

Basterebbe questo per far comprendere ai segretari e presidenti di partito, che oggi è arrivato il momento di cambiare rotta, bisogna scommettere su volti nuovi che sappiano veramente catturare l’attenzione dei nostri cittadini, che parlano un linguaggio vicino alle reali problematiche della società, che siano espressione di meritocrazia, umili onesti e che siano incensurati, quest’ultima questione molto gradita.

I vecchi furboni, quelli che sono stati beccati con le mani nel sacco, quelli che con il loro comportamento hanno attentato alla democrazia del paese, quelli che in tutti questi anni sono stati comodamente seduti alla loro poltrona, quelli che ci hanno consegnato un paese allo sbando con un’economia azzoppata una sanità al limite dell’illogico abbandono, una giustizia trasformata in garantismo che va quasi sempre contro i diritti dei cittadini che a gran voce chiedono la certezza della pena, ai tagli su tagli per il comparto sicurezza, portando il paese a drastici casi di illegalità, anche se le Forze Armate e dell’Ordine nel loro complesso lavoro in situazione di continua emergenza, cercano, con grande spirito di appartenenza, di garantire di vivere in una società civile e che rispetti le leggi.

Se gli attuali politichesi ci hanno consegnato un paese dove i nostri nonnini aspettano che il mercato ortofrutticolo chiuda per racimolare, tra gli scarti, qualcosa di buono per garantirsi un pasto, se i nostri giovani sono stati raggirati con i voucher, provvedimento fatto al limite di ogni logica di mercato del lavoro e dei diritti dei lavoratori, se gli stessi politichesi si sono dimenticati di aiutare i tanti senza tetto i tanti che a causa di provvedimenti normativi, vedi legge Fornero,  hanno perso tutto, ai tanti che a causa di manager, consiglieri d’amministrazione, incompetenti privi di una coscienza di solidarietà e di rispetto per i tanti cittadini risparmiatori, hanno permesso di far evaporare nel nulla i risparmi di una vita, se questi soggetti oggi trovano spazio per ritornare in parlamento, allora la politica come la intendo io e ormai davanti al corteo funebre.

La Gente ci chiede una classe politica nuova che sia vicino alle esigenze del paese, Uomini e Donne che siano dei normali comuni mortali, i quali si prodighino ad accostare l’azione della politica ad un servizio per i cittadini, figure che vivono la quotidianità dei nostri cittadini, figure che non si incarnano per far approvare una legge sulle unioni civili sui vaccini o contro il fascismo,legge che ha ottenuto l’esatto contrario, facendo nascere dei cespuglietti in ricordo di tempi ormai consegnati alla storia, decreti salva banche.

Ci servono Politici, garanti della nostra Italia, che sappiano puntare i piedi in Europa, quando ci obbligano di immettere, ortaggi alimenti, che in Italia sono prodotti di punta per la nostra economia, abbiamo bisogno di un cambio generazionale di figure ormai visti e stranisti, di personaggi che ormai non sappiamo nemmeno più in quale partito stanno, ne abbiamo perso il conto.

Io non dico tutti, ma il buon 70% di loro, questa tornata elettorale la devono vivere da spettatore, se questo non avviene, se non si comprende la necessità di voltare pagina, se i big continuano a candidare i soliti noti, gli Italiani risponderanno con l’astensionismo e con un sempre maggiore allontanamento da una classe politica demagogica sfiduciata dal popolo.                               

                                                                                    Presidente UDS

                                                                                    D.  G. Filippone

                    

Scrivi un tuo commento