Pirozzi: ‘Non cambio idea, neanche se me lo chiede Berlusconi’

Il sindaco di Amatrice va avanti e innervosisce la truppa di Zingaretti. Anche perché non cade neppure nella trappola delle domande sul Ventennio…

Sergio Pirozzi, candidato alla presidenza della Regione Lazio, va avanti come un treno e anche oggi ha ripetuto che l’idea di rinunciare non lo sfiora neppure, neanche se a chiederglielo fosse Silvio Berlusconi, quel Berlusconi che in verità nelle ultime ore sta convergendo con decisione proprio sul nome del sindaco di Amatrice.

Comunque, in risposta alla domanda di Klaus Davi nel programma “Klaus Condicio”, Pirozzi ha detto: <Nessuna legge dello Stato vieta una mia candidatura. Per fortuna viviamo in una democrazia. Se Berlusconi mi chiamasse ad Arcore ci andrei e se mi chiedesse personalmente di non candidarmi gli direi in faccia che non rinuncio. Che non cambio idea. Non sono una persona che gioca con certe cose. Sono coerente>.

L’intervistatore ha quindi chiesto lumi a Pirozzi sulla sua appartenenza alla destra: <Credo che le opere pubbliche realizzate durante il fascismo – ha risposto il candidato alla presidenza della Regione Lazio – siano state una cosa positiva per il paese lo ha fatto vedere anche Rai Tre. Mentre tra le cose sicuramente brutte colloco le leggi razziali. Per quello che riguarda infrastrutture, politiche sociali, una visione del paese, il Duce secondo me ha fatto grandi cose. Ma l’aver aderito alle sciagurate leggi razziali e aver fatto entrare l’Italia in guerra al fianco di Hitler e’ stata una cosa sciagurata>.

Affermazioni rispetto alle quali alcuni esponenti del Pd (Miccoli e Zannola, dunque non proprio politici di primo piano e di chissà quale comprovata esperienza) si sono lanciati nella solita stigmatizzazione, mettendo in guardia Berlusconi dall’allearsi con “un nostalgico” del Ventennio. E dando soprattutto la riprova del nervosismo che serpeggia dalle parti del pd zingarettiano per la discesa in campo e l’avanzata di Pirozzi.http://www.ilgiornaleditalia.org

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