Spelacchio, esposto alla Corte dei Conti: ‘Sia rimosso, è costato 50mila euro’

Tanti turisti e romani sono rimasti a bocca aperta per l’abete di piazza Venezia

La denuncia: ‘Una figuraccia mondiale’. L’ironia sui social: ‘Seppellitelo al Pantheon’. Un’altra brutta figura per l’amministrazione Raggi
Certamente le condizioni dell’albero di piazza Venezia, ribattezzato “Spelacchio”, non sono state un bel biglietto da visita per Roma in giro per il mondo. Se ne sono accorti subito i romani, quando l’abete era stato posizionato l’8 dicembre per il via libera alle festività natalizie.
E ora c’è chi chiede alla Corte dei Conti di indagare l’amministrazione comunale per danni erariali. L’esposto è stato depositato dal Codacons, che ritiene ingiusto lo spettacolo dell’abete per il quale è stata liquidata una profumata parcella da quasi 50mila euro alla ditta incaricata.
L’albero è partito bene dalla Val di Fiemme, ma è arrivato moribondo a, concordano gli esperti, di un trasporto poco rispettoso del fogliame, esposto al vento e al gelo.
Invece Ilario Cavanda, tecnico forestale della comunità di Fiemme, è stato categorico nei giorni scorsi: “Era perfetto. Ci sono stati problemi durante l’allestimento”. Il che tradotto: la colpa sarebbe del Comune di Roma. 
Termina nel peggiore dei modi dunque la vicenda di Spelacchio, il cui arrivo nella Capitale sarebbe costato decisamente di più rispetto all’anno precedente. 
Se il Comune ha fatto sapere che chiederà i danni al montare delle polemiche, ora il Codacons vuole inchiodare alle proprie responsabilità il Campidoglio. 
A nome dei consumatori chiede la rimozione immediata dell’albero, perché avrebbe causato, almeno stando all’associazione, “una figuraccia mondiale” alla città di Roma. 
Un danno di immagine che, promette Codacons, proprio l’amministrazione dovrebbe risarcire alla collettività. 
“E’ evidente che in queste condizioni Spelacchio non può più rimanere a Piazza Venezia e deve essere rimosso con urgenza – spiega il presidente Carlo Rienzi – Questo perché l’albero appare in uno stato pietoso tale da offendere i romani e i tanti turisti che in questi giorni visitano la Capitale, e nell’interesse della città è preferibile una piazza senza albero ad una piazza con un albero secco, spelacchiato e morente, che configura una figuraccia mondiale per Roma”.
Invece Elonora Mariano, agronoma della segreteria tecnica del Pefc Italia, organismo che promuove la gestione forestale sostenibile e la certificazione dei suoi prodotti, ha spiegato all’Ansa che sì “tutti gli alberi di grandi dimensioni che addobbano le piazze italiane a Natale sono senza radici, quindi ‘morti’”, ma “in generale  gli alberi reggono, a livello di immagine, fino all’Epifania e oltre”.
Per l’esperta “il problema di quello di piazza Venezia è che sta cedendo troppo velocemente, apparendo spoglio rispetto a quando è partito dalla Val di Fiemme. Le motivazioni possono essere diverse: le conseguenze di uno stress idrico dovuto alla siccità di quest’anno e un’altra concausa potrebbe essere legata alla modalità di trasporto e all’arrivo a Roma”.
Intanto le polemiche non si sono placate affatto. C’è chi addirittura sulla rete ha proposto di seppellire Spelacchio al Pantheon, invece l’attore Alessandro Gassmann ha beccato Virginia Raggi, sindaco di Roma, su Twitter con 140 caratteri in romanesco: “Ma nun se potrebbe mette n’arbero finto che nun more, magari fatto de materiale riciclabile. Così lo riusamo ogni anno, nun ammazzamo na pianta e nun spennemo 50mila euro ogni vorta?!”. 

Certamente le condizioni dell’albero di piazza Venezia, ribattezzato “Spelacchio”, non sono state un bel biglietto da visita per Roma in giro per il mondo. Se ne sono accorti subito i romani, quando l’abete era stato posizionato l’8 dicembre per il via libera alle festività natalizie.

E ora c’è chi chiede alla Corte dei Conti di indagare l’amministrazione comunale per danni erariali. L’esposto è stato depositato dal Codacons, che ritiene ingiusto lo spettacolo dell’abete per il quale è stata liquidata una profumata parcella da quasi 50mila euro alla ditta incaricata.

L’albero è partito bene dalla Val di Fiemme, ma è arrivato moribondo a, concordano gli esperti, di un trasporto poco rispettoso del fogliame, esposto al vento e al gelo.

Invece Ilario Cavanda, tecnico forestale della comunità di Fiemme, è stato categorico nei giorni scorsi: “Era perfetto. Ci sono stati problemi durante l’allestimento”. Il che tradotto: la colpa sarebbe del Comune di Roma. 

Termina nel peggiore dei modi dunque la vicenda di Spelacchio, il cui arrivo nella Capitale sarebbe costato decisamente di più rispetto all’anno precedente. 

Se il Comune ha fatto sapere che chiederà i danni al montare delle polemiche, ora il Codacons vuole inchiodare alle proprie responsabilità il Campidoglio. 

A nome dei consumatori chiede la rimozione immediata dell’albero, perché avrebbe causato, almeno stando all’associazione, “una figuraccia mondiale” alla città di Roma. 

Un danno di immagine che, promette Codacons, proprio l’amministrazione dovrebbe risarcire alla collettività. 

“E’ evidente che in queste condizioni Spelacchio non può più rimanere a Piazza Venezia e deve essere rimosso con urgenza – spiega il presidente Carlo Rienzi – Questo perché l’albero appare in uno stato pietoso tale da offendere i romani e i tanti turisti che in questi giorni visitano la Capitale, e nell’interesse della città è preferibile una piazza senza albero ad una piazza con un albero secco, spelacchiato e morente, che configura una figuraccia mondiale per Roma”.

Invece Elonora Mariano, agronoma della segreteria tecnica del Pefc Italia, organismo che promuove la gestione forestale sostenibile e la certificazione dei suoi prodotti, ha spiegato all’Ansa che sì “tutti gli alberi di grandi dimensioni che addobbano le piazze italiane a Natale sono senza radici, quindi ‘morti’”, ma “in generale  gli alberi reggono, a livello di immagine, fino all’Epifania e oltre”.

Per l’esperta “il problema di quello di piazza Venezia è che sta cedendo troppo velocemente, apparendo spoglio rispetto a quando è partito dalla Val di Fiemme. Le motivazioni possono essere diverse: le conseguenze di uno stress idrico dovuto alla siccità di quest’anno e un’altra concausa potrebbe essere legata alla modalità di trasporto e all’arrivo a Roma”.

Intanto le polemiche non si sono placate affatto. C’è chi addirittura sulla rete ha proposto di seppellire Spelacchio al Pantheon, invece l’attore Alessandro Gassmann ha beccato Virginia Raggi, sindaco di Roma, su Twitter con 140 caratteri in romanesco: “Ma nun se potrebbe mette n’arbero finto che nun more, magari fatto de materiale riciclabile. Così lo riusamo ogni anno, nun ammazzamo na pianta e nun spennemo 50mila euro ogni vorta?!”. http://www.ilgiornaleditalia.org

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