DOMANI A ROMA

La manifestazione della Lega contro lo Ius soli non è semplicemente un comizio, ma l’inizio di una stagione nuova

Domani mattina Matteo Salvini sarà a Roma, in piazza Santi Apostoli.

Hai voglia a dire e a fare, il ragazzo – come diremmo a Roma – è gajardo, e ormai non è più il padano burbero che borbotta solo contro la città eterna.

E così, mentre gli altri si lacerano chi in lotte intestine e chi a chiudere a riccio il proprio partitino pur di conservare posizioni di rendita, il leader della Lega corre su e giù per lo Stivale facendo proseliti tra le categorie produttive, gli artigiani, i professionisti.

A Milano come a Bologna, a Catania come pure a Cerignola (si, Cerignola…) Salvini è divenuto il punto di riferimento dell’Italia vera; quella che non andava più a votare, quella delle periferie delle grandi aree metropolitane (ove un tempo facevano il pieno di consensi popolari la sinistra come pure la destra sociale) quella Italia che finalmente definisce come un’infamia la legge Fornero, il Fiscal Compact, e anche lo Ius soli.

E domani, a Roma, la Lega di Salvini manifesterà proprio contro lo Ius soli, che semmai dovesse passare, sarebbe l’ultimo atto di quel disegno “criminale” che vedrebbe, da qui a qualche anno, la penisola trasformata in un’entità multietnica, senza più storia né radici, non più capitale mondiale della civiltà, della cristianità.

E poi, come non notare la differenza tra chi fa politica a furia di tweet, e chi invece predilige la piazza; chi si sottopone a trattamenti estetici-a tutte le età-e chi invece preferisce la naturalezza di qualche ruga in più, segno sí del tempo che passa, ma pure del mazzo che uno si fa per correre da una città all’altra, giorno e notte, trecentosessantacinque giorni l’anno.

E ancora –  ci si cosenta – non deve averle tutte a posto, quel diavolo di Salvini, se convoca un comizio in piazza, a Roma, di domenica mattina, dopo il ponte dell’Immacolata, con il freddo che fa e senza una campagna mediatica tambureggiante.

E allora delle due l’una: o domani mattina in piazza a Roma non ci sarà nessuno e i cittadini avranno preferito rinchiudersi in qualche centro commerciale, oppure ci sarà un sacco di gente che vorrà far sentire la propria voce sia contro una sinistra arrogante che contro quel grillismo avventuriero che ci porterebbe sull’orlo del precipizio.

Noi non ci consegneremo né agli arroganti né agli avventurieri, saremo in piazza, accanto ai coraggiosi, affinché quell’idea di Italia continui a vivere.

Saremo in piazza ad ascoltare Salvini, senza chiedere nulla, perché pensiamo che sia un uomo coraggioso che non si è accucciato – e lo diciamo con rispetto – alla corte di Arcore. Ha saputo conquistare la stima degli italiani per il suo linguaggio che oltre ad essere semplice è anche naturale, e conseguenza di comportamenti e decisioni coerenti, cosa che non è da tutti.

La volontà popolare, crediamo, non la fermerà ormai più nessuno e a tutti i livelli-dai comuni alle regioni, fino alle elezioni politiche nazionali-si facciano cadere i veti dunque, si individuino le persone migliori in grado di vincere, non si facciano più scelte in base alle simpatie o alle antipatie  personali, si crei una coalizione ampia e plurale.

Più gente ci sarà domattina a Roma con Salvini, più possibilità avremo di esprimere una leadership sovranista, libera, forte, e che mai sarà ad Arcore con il piattino in mano.http://www.ilgiornaleditalia.org 

 

Roberto Buonasorte  

 

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