Emergenze Penitenziari “sovraffollamento”

Forse non tutti sanno, o a pochi interessa, che gli Istituti Penitenziari della penisola sono nuovamente al collasso.

Gli interventi fatti dal Governo PD e stampelle di sostegno, hanno avuto solo l’effetto di mettere in liberta soggetti che usando le porte girevoli, in men che non si dica, si sono ritrovati nuovamente ospiti delle strutture Penitenziarie.

Era scontato, ed io lo gridai ad alta voce, che le soluzioni trovate non potevano intervenire per una soluzione duratura. Abbinare la possibilità di uscire con misure alternative alla detenzione o sconti di pena, sono interventi di rappezzamento. L’incoscienza, o ancor peggio, la non conoscenza della situazione carceri, ha generato un garantismo che inevitabilmente ha trasmesso ai cittadini insicurezza sul tema della certezza della pena.

Ad oggi le strutture contano ben 57.994 ristretti a fronte di 49.700 capienza massima prevista, di questi ben 19.990 sono stranieri, che incidono profondamente sia sui posti disponibili che sulla parte economica che inevitabilmente va a pesare sui contribuenti.

Infatti, il costo giornaliero di ogni singolo detenuto si aggira intorno a 130.00 euro, a questo bisogna aggiungere il gratuito patrocinio nel caso in cui il soggetto ha una situazione economica drastica, tenendo conto che il Italia non è possibile difendersi da soli, lo Stato deve garantire, facendosene carica, il diritto di difesa, che aggrava il costo sostenuto dallo Stato.

Fino ad oggi nessun governo e’ mai riuscito a trovare accordi bilaterali con gli Stati di provenienza degli stranieri affinché una volta che il soggetto che ha violato una legge Italiana e condannato, possa essere ricevuto dal proprio paese d’origine il quale deve far scontare la pena nei propri carceri.

 Forse perché mai nessuno ha pensato di offrire a chi si riprende i propri connazionali, facendogli scontare la pena nei loro carceri, una somma in denaro pari al 50% del costo giornaliero di ogni singolo detenuto nel nostro paese, l’unica necessità per noi dovrebbe essere quella di avere comunicazione che la pena e stata scontata per tutto il periodo della condanna.

Questo ci porterebbe a un risparmio considerevole e cosa più importante permetterebbe al nostro sistema carcerario di mettere in atto il principio del trattamento e rieducazione per l’inserimento nella società avendo di fatto meno detenuti e più risorse da impiegare per riabilitare il soggetto.

Detto così potrebbe sembrare fantasioso, ma se attuato, con incontri bilaterali tra gli Stati interessati, porterebbe ad un significativo intervento circa l’abnorme colosso della situazione emergenziale del nostro paese.

Delegato Nazionale MNS

D. G. Filippone

Scrivi un tuo commento