“Alimentare la fiamma della speranza”

Musumeci parla da presidente della Sicilia: vivo questi momenti con gli occhi incerti tra il sorriso e il pianto.

Ha atteso la certezza del risultato prima di parlare nella sede del suo comitato a Catania. Ma Nello Musumeci poco prima delle 20 ha voluto rilasciare le prime dichiarazioni da presidente della regione Sicilia.

“Dopo la caduta di credibilità abbiamo il dovere di recuperare questa larga fascia di siciliani perché torni  a riconoscersi nella regione. È stata una campagna elettorale dura, difficile, tutta in salita e lo sapevamo. Avvelenata anche da alcune cadute di stile, ma ormai è acqua passata. Io avverto per intero il peso di un grande responsabilità. Non mi nascondo assolutamente le difficoltà che incontrerò lungo il percorso per le difficoltà drammatiche in cui si trova la mia terra, la stagione più difficile dei 70 anni di autonomia”. Poi parole per il centrodestra, “che ringrazio per avermi onorato della fiducia nel designarmi candidato unitario, una coalizione che siamo riusciti a rimettere assieme dopo quasi 8 anni. Sono convinto che con l’aiuto di usta coalizione e in Parlamento col sostegno responsabile da parte non solo della maggioranza, ma anche di tutte le forze dell’opposizione, riusciremo lentamente a risalire la china. Dobbiamo tutti scrivere una nuova pagina nella storia della Sicilia, terra amara e bella, che Verga descrive come la terra dei vinti. Sono convinto che la Sicilia con l’impegno di tutti non debba più essere un’isola da raccontare ma da vivere, con molti limiti ma anche con straordinarie, infinite potenzialità. Non è uno sterile rivendicazionismo che dobbiamo inseguire, ma la consapevolezza che prima di chiedere aiuto agli altri dobbiamo essere convinti noi che questa terra può essere redimibile. Dobbiamo convertire i rassegnati, i disperati e alimentare la fiamma della speranza di quella fascia di siciliani che ha creduto nella coalizione e nella mia persona. Ringrazio tutti i leader, dal presidente Berlusconi a Giorgia Meloni, che per prima ha creduto in questa scommessa, Matteo Salvini, Lorenzo Cesa, gli autonomisti popolari e il Movimento idea Sicilia e lasciatemi dire un grazie particolare al mio movimento Diventerà bellissima, perché il sogno è cominciato nell’autunno del 2014 e da allora lo abbiamo inseguito senza velleità, restando con i piedi per terra e col solo obiettivo di ridare un futuro a questa terra”.

Poi un momento particolarmente toccante: “Voglio dedicare questa campagna elettorale ai miei tre figli e ai figli di tutti i siciliani, perché ogni sforzo sarà fatto esclusivamente per loro. I nostri ragazzi hanno il diritto a credere in un futuro diverso e migliore”.

Avanti con un tema particolarmente delicato. “L’impegno antimafia non è un obiettivo programmatico, è il prerequisito dal quale non ci siamo mai allontanati nel corso del nostro lungo e intenso impegno politico, alternato d stagioni di esaltanti vittorie e cocenti sconfitte. L’impegno antimafia non può essere soltanto del mio governo ma di tutti, ognuno nel proprio ruolo ed ambito. Assodato questo prerequisito abbiamo il dovere di lavorare: e a chi dall’alto ci guarda con aria di sufficienza rispondiamo che noi crediamo davvero nell’unità d’Italia, che si realizza però soltanto se il Sud smette di arrancare e cresce con le stesse opportunità che sono state offerte alle regioni del Nord. L’Italia unita è una garanzia per tutti ed è questa garanzia che noi vogliamo tutelare a partire da domani”.

“Vi prego di credermi: vivo questi momenti con occhi incerti tra il sorriso e il pianto. Vorrei gioire ma non posso, vi dico grazie davvero per tutto quello che avete fatto. Adesso tocca a me e debbo metterci tutto il mio impegno perché questa scommessa possa essere vinta. Nel congedarmi da voi voglio dirvi che questo è un risultato di rilevanza nazionale: il centrodestra si ricompone ed apre la strada ad un appuntamento politico importante che nella prossima primavera dovrà ridare un governo degno di questo nome all’Italia. Sono convinto che, secondo tradizione, questo esperimento nel laboratorio Sicilia felicemente riuscito oggi potrà segnare e rappresentare un paradigma per guardare al futuro dell’Italia con reale e ragionevole ottimismo. Il centrodestra deve fare tanto ancora per essere un polo di attrazione, non solo un luogo della geografia politica ma rappresentare un patrimonio valoriale. Dobbiamo fare la differenza, distinguerci, lavorare sulla scorta degli errori compiuti nel passato. Questo mio risultato non sarebbe stato possibile se centinaia di candidati non si fossero impegnati in tutte le 9 province dell’isola a sostegno del candidato presidente prima ancora che della propria persona e della lista scelta. Voglio ringraziarli tutti sinceramente: quelli che saranno eletti e quelli che non lo saranno, ma che debbono sentirsi ugualmente vincitori perché senza il loro contributo a volte sofferto, ma sempre disinteressato, non saremmo qui”.

Le conclusioni: “È un sogno che diventa realtà, ma è soltanto il primo sogno. Il secondo sogno sarà quello di dover restituire tra cinque anni a chi verrà dopo di me, perché tra cinque anni io lascerò la guida della regione, una terra normale, libera da ogni zavorra, lontana da ogni condizionamento esterno, riappacificatasi con se stessa, nella quale ognuno di noi deve trovare l’orgoglio di esserne figlio. Basta con il linguaggio violento e la delegittimazione dell’avversario, la campagna elettorale è finita: adesso ognuno col proprio ruolo, ma tutti ai remi verso l’obiettivo comune che è quello della redenzione di questa terra. Lo dobbiamo a chi non c’è più e a chi c’è – conclude Musumeci – e su questa terra vuole restare”. http://www.ilgiornaleditalia.org

@RobertVignola

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