‘Ndrangheta in Lombardia: infiltrazioni tra politica e imprese

La maxi-operazione nelle province di Monza e Brianza, Milano, Como, Pavia e Reggio Calabria

Torna il fantasma di un legame tra la politica locale e le cosche calabresi in Lombardia. È quanto emerge dalla nuova operazione contro la ‘Ndrangheta che ha portato a  27 misure cautelari eseguite oggi dai Carabinieri nelle province di Monza e Brianza, Milano, Como, Pavia e Reggio Calabria.

 

La Procura di Monza e la Procura Distrettuale Antimafia di Milano hanno infatti ordinato 24 misure cautelari, 21 in carcere e 3 ai domiciliari e 3 interdittive.

Le accuse sono, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, estorsione, detenzione e porto abusivo di armi, lesioni, danneggiamento (tutti aggravati dal metodo mafioso), associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, corruzione per atti contrari ai doveri di ufficio, abuso d’ufficio, rivelazione e utilizzazione di segreto d’ufficio e favoreggiamento personale.

I provvedimenti, frutto di tre filoni di inchiesta, sono scattati nell’ambito di una maxi inchiesta su infiltrazioni della ‘ndrangheta nel mondo dell’imprenditoria e della politica in Lombardia. Partita nel 2015, rappresenta una costola dell’indagine “Infinito”, che nel 2010, sempre coordinata dalle procure di Monza e Milano, aveva inferto un duro colpo alle ‘Locali’ ‘ndranghetiste in Lombardia.

Gli accertamenti hanno portato all’identificazione del sodalizio legato alla Locale della ‘ndrangheta di Limbiate (Monza) composto da soggetti prevalentemente originari di San Luca (Reggio Calabria), che secondo l’accusa aveva avviato in provincia di Como un ingente traffico di cocaina, ed è ritenuto responsabile di alcuni episodi di violente estorsioni nella zona di Cantù (Como). 

Tra i destinatari delle misure di custodia cautelare anche il sindaco di Seregno, paese di 45mila abitanti in provincia di Monza, Edoardo Mazza, esponente di Forza Italia. È accusato di corruzione perché avrebbe favorito gli affari di un imprenditore edile legato alle cosche, il quale si sarebbe a sua volta adoperato per procurargli voti. L’imprenditore avrebbe intrattenuto rapporti con politici del territorio e coltivato frequentazioni e rapporti fatti di reciproci scambi di favori con esponenti della criminalità organizzata. Il suo interesse era quello di ottenere dai politici una convenzione per realizzare un supermercato nel monzese.

Tra gli indagati per corruzione (non gli vengono contestati reati di mafia) anche l’ex vicepresidente della Lombardia, ora consigliere regionale di Forza Italia, Mario Mantovani, già arrestato due anni fa in un’altra inchiesta.  L’accusa riguarda i suoi rapporti con lo stesso imprenditore che ha intrattenuto rapporti con il sindaco di Seregno.http://www.ilgiornaleditalia.org

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