Renzi ha dimenticato di essere stato il premier

 

Pesaro, Renzi afferma che gli immigrati bisogna aiutarli a casa loro, io e da cinque anni che lo scrivo.

Con tutto quello che ci sta costando l’emergenza immigrazione, in primo luogo Uomini e Donne della Sicurezza impegnati H24 nel controllo e vigilanza dei centri d’accoglienza, personale che ovviamente viene a mancare nel territorio, mezzi, Corpi Speciali, Servizi Segreti nel contrastare e prevenire eventuali attentati terroristici visto il grande numero di sbarchi fantasma in aumento negli ultimi mesi situazione che obbliga ad una maggiore attenzione sul territorio per individuare eventuale cellule intenzionate a mettere in atto un attacco terroristico.

Renzi afferma, “se tu hai commesso un reato non c’è alcuna titubanza che tu debba pagare”, scusatemi ma qua io onestamente ho dei seri dubbi che chi sta parlando sia lo stesso che ha approvato dei provvedimenti quando era Presidente del Consiglio denominati “Svuota Carceri”:

1

Esecuzione presso il domicilio delle pene detentive non superiori a dodici mesi 1. Fino alla completa attuazione del piano straordinario penitenziario nonché’ in attesa della riforma della disciplina delle misure alternative alla detenzione e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2013, la pena detentiva non superiore a dodici mesi, anche se costituente parte residua di maggior pena, è eseguita presso l’abitazione del condannato o altro luogo pubblico o privato di cura, assistenza e accoglienza, questa norma è entrata in vigore nel dicembre del 2013 ed tuttora è in vigore.

2

“Liberazione anticipata” si amplia il beneficio dell’aumento dei giorni di detenzione (da 60 a 75) per ciascun semestre di pena espiata. L’applicazione retroattiva comporta una contenuta anticipazione di una uscita che si verificherebbe comunque in tempi brevi.

3

Viene istituita la figura del Garante Nazionale dei diritti delle persone detenute o comunque private della libertà personale (intervento, quest’ultimo, senza alcun onere per la finanza pubblica);

Viene anche previsto un nuovo procedimento giurisdizionale davanti al magistrato di sorveglianza (caratterizzato da meccanismi diretti a garantire l’effettività delle decisioni giudiziarie, nella prassi troppo spesso inevase) finalizzato a garantire ai detenuti e internati la tutela dei loro diritti.

Vengono introdotte norme dirette a semplificare la trattazione di alcune materie di competenza della magistratura di sorveglianza, sulla quale graverà, in termini organizzativi, il peso dell’intervento d’urgenza.

4

Affidamento in prova al Servizio Sociale

È la misura alternativa alla detenzione più ampia, si svolge totalmente nel territorio e intende evitare alla persona condannata i danni derivanti dal contatto con l’ambiente penitenziario e dalla condizione di privazione della libertà.

È regolamentata dall’art. 47 dell’Ordinamento Penitenziario, così come modificato dall’art. 2 della Legge n. 165 del 27 maggio 1998 (Legge Simeone – Saraceni): consiste nell’affidamento del condannato al Servizio Sociale, fuori dall’istituto di pena, per un periodo uguale a quello della pena da scontare. Requisiti;

  1. Una pena detentiva inflitta, o anche residuo pena, non superiore a tre anni;
  2. Per chi è detenuto: relazione “di sintesi” che preveda che la misura alternativa, anche attraverso le prescrizioni, contribuisca alla rieducazione del condannato e assicuri la prevenzione del pericolo che egli commetta altri reati;

Per chi non è detenuto: aver tenuto un comportamento tale, dopo la condanna, da consentire lo stesso giudizio di cui sopra, anche senza procedere all’osservazione in istituto.

Ai tempi il tutto s’era reso necessario per affrontare l’emergenza sovraffollamento delle carceri, infatti, le sollecitazioni provenienti dal Presidente della Repubblica, dalla Corte costituzionale e dalla Corte europea dei diritti dell’Uomo, avevano introdotto un pacchetto di misure che operano su distinti piani.
Si vuole quindi intervenire con l’obiettivo di diminuire, in maniera selettiva e non indiscriminata, il numero delle persone ristrette in carcere.

Nel provvedimento si leggeva;

Fino alla completa attuazione del piano straordinario dei penitenziari…………….Mi chiedo di quale piano stesse parlando, in quanto da allora nulla è cambiato, se non per alcune assunzioni dettate tra l’altro di rimpiazzare i tantissimi appartenenti al Corpo del Polizia Penitenziaria che vanno in quiescenza.

Caro Segretario del PD, con tutto il rispetto per il ruolo che ricopre, La pregherei in futuro di fare attenzione alle tue propagande politiche, gli Italiani non dimenticano, noi che portiamo una Divisa, con alto senso del dovere con zelo e professionalità, non dimentichiamo, tante promesse che ancora aspettano, invano, di essere quantomeno prese in considerazione.

La sicurezza e materia assai seria sulla quale non bisogna fare demagogia ma bisogna intervenire, in silenzio, cosi come noi lo facciamo per garantire il rispetto delle leggi per un vivere civile, assicurando agli Italiani, che tra l’altro pagano le tasse, il diritto di vivere in uno Stato che si adoperi per chi rischia la propria vita al servizio dei cittadini onesti nel rispetto della Democrazia.

Presidente UDS

                                        D.G. Filippone

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