La Sicilia è dei Siciliani

 

La meritocrazia, la demagogia, l’opportunismo di chi negli ultimi anni ha governato la Sicilia è sotto gli occhi di tutti.

Nella passata campagna elettorale per il rinnovo del Consiglio Regionale, il popolo Siciliano ha abdicato, sotto tutta una serie di promesse principalmente indirizzate alla lotta contro la mafia, ad attuare un processo di cambiamento culturale e gestionale dell’ente Regione.

Oggi anche l’elettorato più estremista ammette che è stato fatto un grosso errore nel dare il proprio appoggio elettorale a chi non ha saputo cogliere il momento particolare che stava vivendo e che sta ancora oggi attraversando il popolo Siciliano.

I Siciliani sono un popolo che merita rispetto, hanno vissuto e continuano tuttora a farlo, con grande dignità il momento di crisi economico che sta attraversando un po’ tutta l’Europa.

E’ facile salire su un palco e definirsi il marziano che sconfiggerà la mafia. Peccato che la ricetta utilizzata, non abbia  funzionato.

La prima cosa da comprendere quando si parla di mafia, deve essere quella di intervenire per creare nuovi posti di lavoro. Così facendo i giovani ( e principalmente di loro si tratta, in quanto le galere siciliane sono popolate da giovani che hanno commesso un reato per andare incontro a esigenze primarie di vita) trovando occupazione non sono obbligati a dar man forte alle grosse organizzazioni mafiose le quali riescono, sostituendosi alla Stato, ad ingaggiare manovalanza che serve loro a garantirsi enormi guadagni dietro operazioni illecite.

Il primo vero appuntamento mancato é stata la mancata distribuzione sul territorio dei fondi UE che nella maggior parte dei casi sono stati restituiti per mancanza di scarsa capacità nel portare avanti progetti di sviluppo e crescita con opportunità di lavoro per le famiglie dell’isola.

Una buona classe dirigente avrebbe come prima cosa portato avanti una campagna per sensibilizzare i giovani nel presentare progetti per rilanciare in primis il settore turistico punta di diamante della nostra economia grazie alle splendide coste.

Migliorare i collegamenti con interventi mirati a creare nuove linee ferroviarie per collegare territori lontani dagli aeroporti, per incentivare il turismo, intervenendo anche con progetti non necessariamente collegati alla società del gruppo delle Ferrovie  dello Stato poco consono a nuovi investimenti.

Creare presso ogni provincia un ufficio della regione, con personale specializzato, per dare supporto e indicazioni nei progetti attivi che sono finanziati con fondi comunitari e statali e nello stesso ufficio creare uno staff che segue i progetti degli enti in modo da avere un radicale controllo da parte della regione su tutto il territorio.

Questo porterebbe sicuramente a migliorare le fasi iniziali della presentazione delle domande, portando nuove opportunità di lavoro per i nostri giovani.

Ovvio, dietro tutto questo ci vuole una capillare rete di controllo da parte delle Forze dell’Ordine e Armate nel contrastare eventuali tentativi di infiltrazioni mafiosi in questi progetti.

Per questo bisogna creare una classe politica responsabile che trovi le energie per rafforzare, con uomini, mezzi ed interventi economici, il controllo su tutto il territorio, opponendosi con forza contro questi attentatori della democrazia.

Le Forze Armate e dell’Ordine hanno saputo dimostrare con i fatti che la lotta alla mafia è una realtà. Gli arresti che hanno consegnato alla giustizia volti intoccabili fino a qualche decennio fa dimostrano che il loro lavoro lo sanno fare bene, seppure in uno stato di emergenza continua per gli scarsi investimenti e interventi mirati a migliorare sia l’operatività che la presenza in un territorio che merita sicuramente più attenzione da parte delle istituzioni.

L’innovazione all’interno dell’ente che deve creare servizi per i cittadini deve essere il primo tra tutti i temi trattati da chi vuole presentarsi ai Siciliani per iniziare una politica che affronti i problemi reali del popolo, ma principalmente che si adoperi per entrare nelle case di ogni famiglia per ascoltare le richieste che provengono da chi ogni giorno e costretto a inventarsi l’immaginabile per garantire un pasto ai propri figli.

La politica così come la intendo io deve essere un servizio e non una opportunità per avere visibilità e arricchirsi. La politica deve essere fatta con umiltà trasparenza e soprattutto onestà. Per questo bisogna prendere l’impegno con i Siciliani di eliminare tutti i privilegi di cui usufruiscono i parlamentari; devono essere loro i primi a mandare un segnale forte al popolo:  noi stiamo qua per governare e per portare nuove idee per migliorare i servizi ai cittadini in difficoltà.

La sanità, una piaga per la nostra terra, deve invertire la rotta abbassando  gli stipendi dei manager per creare nuovi posti letto nei reparti del pronto soccorso usufruendo anche dei fondi dello Stato che si deve adoperare nel contribuire a interventi mirati a migliorare la ricezione dei pazienti. Non possiamo permetterci di scoprire che una neonata con tre ore di vita muore perché mancano i posti nelle Unità di terapia intensiva prenatale degli ospedali, per poi scoprire che un elisoccorso viene usato per trasportare un direttore del 118 di Palermo, senza nessuna urgenza. Non bisogna avere dei ruoli apicali per poter contare sul servizio sanitario, anche i meno fortunati devono avere la certezza di ricevere la stessa attenzione, perché la vita umana non si misura per importanza e incarichi, ma si rispetta perché è un dono di Dio.

A breve i Siciliani saranno chiamati ad eleggere un nuovo consiglio regionale e mio personale augurio è che non si facciano incantare da candidati che nulla hanno a che fare con la cultura politica. Non basta svegliarsi una mattina e gridare allo scandalo per avere le capacità necessarie ad essere competitivi nell’azione di collaborazione tra regione e istituzioni. Le realtà di enti amministrati da questi innovatori movimentisti ci insegnano che non basta saper urlare dal palco per avere poi la capacità di governare. Tantissimi luoghi oggi soffrono l’incapacità governativa di chi una volta vinto le elezioni si trova a tu per tu con le reali esigenze dei cittadini, di chi non sapendo trovare linee guida di una politica ragionata non sa prendere decisioni importanti mettendo in ginocchio sia i servizi ai cittadini che l’economia territoriale. Ad oggi sono sicuro che i cittadini non darebbero più il mandato e la fiducia a chi ha governato sotto l’areola del movimento creando aspettative che in realtà tali sono rimaste.

La Destra il Centro Destra i moderati oggi devono avere il coraggio di sedersi in un unico tavolo per trovare una linea comune per rilanciare il progetto Sicilia per i Siciliani. Assistere a giochi di palazzi per trovare il candidato Presidente non porterà sicuramente a nulla di costruttivo, anzi alimenterà sempre più l’allontanamento dell’elettore che ormai sa riconoscere gli ingranaggi politici, grazie anche all’avvento dell’era informatica. Le primarie sono l’unico strumento che consente in modo democratico di scegliere al popolo, e in tal senso si deve lavorare. Non basta avere buone intenzioni a volte bisogna sapere fare un passo indietro per dimostrare di essere un grande uomo che ha a cuore il benessere collettivo. 

                                                                                                                 Presidente UDS

                                                                                                                  D.G.Filippone

Scrivi un tuo commento