Filippone (Msn): “Il lavoro al centro della nostra azione

 

L’ articolo 1 della Costituzione spiccava al congresso di fondazione del Movimento nazionale per la sovranità. Non solo, e proprio, per la dicitura sulla sovranità (che “appartiene al popolo”), ma anche per la nota parte sul lavoro. E Domenico Filippone, delegato del Msn, dice la sua: “In Italia abbiamo oltre un milione di disoccupati al di sotto dei trentacinque anni, i dati ci confermano che un giovane ogni due non trova lavoro e i pochi fortunati che lo trovano saltano da un’occupazione precaria all’altra. La disoccupazione è sicuramente la situazione più malridotta della forza lavoro italiana apparentemente i dati sembrano migliorare, questo solo grazie al fatto che anche i precari vengono riconosciuti come cittadini che trovano lavoro”. Evidenti, per Filippone, le colpe degli ultimi governi. “La riforma Fornero ha creato un tappo un danno all’occupazione, i requisiti che hanno allungato i tempi di pensionamento limitano di conseguenza il cambio generazionale. Per questo oggi più che mai il lavoro deve essere al centro della nostra azione politica, dell’azione politica del Movimento Nazionale; per ridare fiducia e speranza ai nostri giovani, in modo responsabile, dobbiamo intervenire rinnovando a livello nazionale gli incentivi alle assunzioni. I voucher, pensati, sbagliando, per fare emergere il lavoro in nero, in realtà si sono rivelati uno strumento per non mettere in regola i giovani. Per la prima volta in Italia, se non nel mondo, si è riusciti a legalizzare il lavoro in nero, questo è inaccettabile. Se non si corre ai ripari richiamo di diventare una Repubblica fondata sui voucher”. Tutto questo mentre “è inaccettabile che in uno stato democratico come il nostro, chi è chiamato ad intervenire per offrire un futuro stabile ai nostri concittadini trova il tempo per approvare la norma sulle unioni civili, e con questo non voglio dire che hanno fatto male, ma non trova lo spazio per affrontare i problemi del ceto medio, ormai scomparso. Il movimento Nazionale deve sicuramente impegnarsi per ridare una speranza a tutti gli Italiani, che non si ravvedevano e hanno perso la fiducia per una politica assente e latitante nei confronti delle esigenze del paese. Da qui oggi dobbiamo risvegliare nei cittadini, la voglia di partecipare e di essere loro stessi gli attori principali del nostro pensiero ma principalmente del nostro modo di intendere il termine politica”.
Valter Brogino. 

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